tratto da repubblica.it di Federica Forte ROMA - E' lei, la banda larga, che sta cambiando radicalmente la rete. Capace com'è di trasformare l'individuo che la frequenta da semplice utente a produttore di contenuti. La diffusione dell'internet veloce, monitorata dalla società di ricerca Usa "Pew internet and American Life Project", rivela nell'ultimo anno un'impennata del 40% tra gli americani. E questo veloce allargamento della base di utenti "broadband" è intrecciato con la crescita di contenuti online: oggi 48 milioni di cittadini Usa (pari al 35% dei navigatori) pubblicano e condividono informazioni in rete, facendo del web il loro personale veicolo di distribuzione.
In realtà strumento distributivo la rete lo è sempre stata, grazie alla sua caratteristica architettura, aperta, circolare. Gli internauti non hanno fatto altro che approfittarne, complice la banda larga. E' una rivoluzione che si comsuma quotidianamente, in silenzio, e che ha coinvolto l'intera popolazione americana, dai giovanissimi agli over 65, dai bianchi agli ispanici (tra i più attivi sulla rete) agli afroamericani di ogni grado di istruzione o livello di reddito. I dati lo confermano: nel 2005 le connessioni veloci hanno avuto uno strepitoso incremento, in particolare tra gli afroamericani (+121%), seguiti poi dai gruppi con un basso livello di scolarizzazione (+70%) e dai cittadini 'senior' (+63%). Parliamo di connessioni casalinghe, perché la gran parte di chi dispone di banda larga sul posto di lavoro non ha urgenza incrementare la velocità della postazione internet di casa. Alla spingere questa crescita, un lieve abbassamento dei prezzi degli abbonamenti e un aumento dei servizi fruibili. Resta ancora basso il numero degli utenti del wireless. Ma molti indizi fanno pensare che il boom sia vicino anche per questo settore. I protagonisti della produzione di contenuti in rete sono per lo più i nuovi adepti del broadband: ciascuno dei 48 milioni di americani che nell'ultimo anno si è espresso in qualche modo sulla rete ha un blog (8%), o un proprio sito (14%), oppure gestisce una pagina web con un gruppo di amici (13%); oppure, ancora, mette on line i propri lavori, siano questi video, foto, creazioni artistiche, foto o racconti (26%). La gran parte degli 'autori' pubblica da casa; e sono gli stessi utenti che poi usufruiscono dei contenuti degli altri: è così che l'informazione diventa circolare, mentre l'autore-utente si trasforma in "prosumer". Questa parola - che nasce dalla contrazione tra produttore e consumatore - indica una figura sempre più facile da incontrare in rete. Eccone un profilo: ha meno di trent'anni (51%) e sa usare con una certa abilità gli strumenti espressivi a sua disposizioni (gran parte dei quali si trova gratuitamente sul web), vive nelle aree molto urbanizzate e - la cosa lascia un sorpresi - è ispanico, come il 42% dei produttori di contenuti della rete. Seguono, per quantità di 'attività' on line, gli afroamericani (39%) e i bianchi (32%). Maggiore la percentuale dei 'creatori' rispetto alle 'creatrici' di contenuti, 37% contro 32%. Meno influente il grado di istruzione e il reddito. Crescono, comunque, i "prosumer" più maturi, dai 30 anni in su, con un interessante incremento tra gli over 65: molti di loro, si legge nella ricerca, agiscono dal posto di lavoro. Un fiume di idee, che crescono e si diffondono senza sosta. Nel segno della banda larga. |