“Partecipa al sit- in virtuale del May Day! Tutto il giorno. Corpi in rete e in strada uniti insieme. NO AI CONFINI ILLEGALI! NO ALLE LEGGI ILLEGALI! ”. Questo l’inizio di una e-mail inviata da Ricardo Dominguez alla mailing list di Rekombinant per invitare gli internauti a partecipare ad un sit-in virtuale promosso da Floodnet in corrispondenza della festa dei lavoratori. Data che, come ricorda l’e-mail, “commemora la battaglia per la giornata di lavoro di 8 ore (condotta) negli Stati Uniti e l’omicidio di Stato di alcuni rappresentanti dei lavoratori anarchici avvenuto a Chicago nel 1887”. Scegliere il Primo Maggio per un sit-in virtuale a favore della libertà di movimento nasce dal proposito di far sì che la festa del lavoro sia, d’ora in avanti, anche il giorno dedicato ai “migranti in ogni luogo”.
Dominguez è il co-fondatore dell’ ELECTRONIC DISTURBANCE THEATER, che già in passato ha organizzato una serie di azioni virtuali dimostrative legate al tema dell’immigrazione. Una di queste si è tenuta tra il 27 ed il 29 maggio 2005 ed ha avuto come “teatro” il sito www.minutemanproject.com . In tale occasione il motto è stato “Swarm the Minutemen” ; i minutemen sono i membri di un’organizzazione (non legata direttamente al governo statunitense) che si “impegnano a pattugliare il confine tra Messico e Stati Uniti con armi allo scopo di impedire ai migranti di attraversare il confine” . Per certi versi questo gruppo è l’emblema dell’escalation del clima di terrore e violenza venutosi a creare negli Usa all’indomani dell’undici settembre. “I Minutemen dicono di amare il silenzio del deserto – perché così riescono a sentire il rumore che fanno i sudici topi (le persone che tentano di oltrepassare il confine) – facendo un gran baccano”. In occasione di questo sit-in tenutosi circa un anno fa si calcola che ci sia stata la partecipazione di più di 78.500 persone sparse nel mondo. Tornando ad oggi, il sit-in organizzato da Dominguez & Co. Si inserisce in un clima surriscaldato dall’approvazione qualche settimana fa negli Usa di una legge sull’immigrazione che costituisce un vero e proprio giro di vite in materia. Tale legge prevede tra l’altro la costruzione di un muro di oltre 1000 km al confine tra Usa e Messico nonché la possibilità di espellere gli immigrati privi di permesso anche nel caso che abbiano dei figli piccoli nati negli Stati Uniti e che vivono all’interno del Paese. I provvedimenti muscolari contemplati da tale legge consentono di capire perché l’approvazione della stessa sia stata preceduta da numerose manifestazioni di piazza tra marzo e aprile a Los Angeles, Chicago e svariate altre cittadine statunitensi. Speriamo a questo punto che il movimento d’opinione prodottosi negli Usa contro il giro di vite sui migranti si espanda ed estenda per una sorta di “effetto domino” riuscendo a incidere profondamente sulle infelici politiche adottate in materia da George W. |