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Scritto da Bernardo Parrella
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Chi non conosce Wikipedia?
La "free encyclopedia" partorita nel 1991 dalla fervida mente di Jimmy
Wales, già ideatore anni fa del sistema di auto-catalogazione dei siti
noto come "webring". Rispecchiando alla lettera i principi del modello
del software libero e open source, con Wikipedia chiunque può
sottoporre un articolo e/o dedicarsi al relativo editing. In questi tre
anni l'edizione inglese originale ha raggiunto quasi 412.000 articoli
in progress continuo, mentre sono oltre 75 le versioni in altre lingue
per un totale di 1 milione di articoli. Un progetto che sta facendo
tremare l'impero Encyclopedia Britannica, superandola per numero di
"hit" giornalieri, e che è rapidamente fiorito in una miriade di
iniziative analoghe. Riunite sotto l'egida dell'ente non-profit
Wikimedia Foundation, oggi operano siti quali Wikibooks (manuali e
libri di teso), Wikiquote (raccolta di citazioni), Wiktionary
(vocabolario). E l'ultimo arrivato, Wikinews: esperimento mirato al giornalismo cooperativo e aperto.
Il progetto si
propone tra l'altro "di riportare e sintetizzare in modo collaborativo
le notizie su qualsiasi argomento da un punto di vista neutrale". Una
sorta di estensione di Wikipedia, dove soprattutto i membri della
comunità che già gestiscono le voci dell'enciclopedia possono
cimentarsi in attività correlate, in qualità di reporter sui generis.
"Wikipedia si è dimostrata sempre molto forte nel fornire articoli di
background su eventi di attualità", precisa lo stesso Wales. "Ma su
Wikinews ogni pezzo deve essere redatto nelle vesti di un articolo
giornalistico, con taglio diverso da quelli dell'enciclopedia".
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