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scritto da massimo ferrari
Il Salento è ancora location di attività mafiose o è soltanto teatro di alacrità malavitose? Se lo stanno chiedendo in tanti, specie nell'ultimo periodo. Pur non essendoci più guerre tra clan, quelle con le lunghe scie di sangue che hanno macchiato la Terra d'Otranto quasi quanto i costali delle Madonie, della Locride o del Vesuviano, squilla un nuovo campanello d'allarme per la recrudescenza di taluni fenomeni.
Da Taurisano a Ugento, da Casarano a Copertino, sino ai recentissimi fatti di Surbo, il Tacco dello Stivale ha registrato in questi giorni un'escalation di attentati che paiono tutt'altro che isolati. E se le automobili incendiate o crivellate, specie ai danni di imprenditori e commercianti, hanno indirizzato le indagini degli investigatori su determinate piste, il fatto che ad essere colpite per ultime siano state due vetture di altrettanti carabinieri, come appunto accaduto nella cittadina alle porte del capoluogo, fa presagire scenari piuttosto inquietanti. "Non è un problema che riguarda solo Surbo", ha detto il sottosegretario alla Giustizia Alberto Maritati uscendo dalla visita tenuta nel pomeriggio di lunedì 17 marzo nella locale stazione dell'Arma, alla presenza del colonnello Filippo Calisti. L'incontro, svoltosi all'indomani dell'attentato ai danni di un brigadiere surbino in pensione, ha fatto il paio con il vertice che il comandante provinciale dei Carabinieri ha tenuto nella stessa mattinata, assieme ai colleghi degli altri corpi di polizia e ai magistrati, con il prefetto Gianfranco Casilli. Il livello di guardia, dunque, è quasi da codice rosso. Il fatto che proprio in quel centro, uno dei fulcri della Sacra corono unita, si siano avuti dei focolai così intensi preoccupa. Lo scorso mese ne hanno fatto le spese i vigili urbani, con cinque proiettili sparati contro il portone d'ingresso della loro caserma, e l'ex presidente del consiglio comunale, anch'egli vittima di un pesante atto intimidatorio. Insomma, Surbo impensierisce e non poco. E lo sa bene il più salentino dei rappresentanti dell'uscente Governo: "Nel passato - ha rilevato Maritati - il paese è stato teatro di manifestazioni criminali di un certo spessore, quindi, in quanto tale, va guardato con particolare attenzione". Ed ha aggiunto: "Negli ultimi mesi Surbo è tornato a preoccupare. Gli attentati e le auto bruciate costituiscono ciò che più è evidente". Il nodo da sciogliere però resta: quanto sta accadendo dalla fine dell'anno scorso un po' in tutto il Salento è solo l'emergere di nuove particelle criminose o è la riorganizzazione di una quarta mafia mai sconfitta?
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