Medici incuranti: Il test HIV nel Salento Stampa E-mail
ALCUNI MEDICI DI FAMIGLIA VIOLANO LA PRIVACY DOPO L’ESITO DEL TEST HIV. LA DENUNCIA DELLA LILA DI LECCE

L’aids non è più solo un affare mondiale, ma anche regionale…Dalla devolution in poi le regioni decidono come applicare la legge 135/90 (programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l’AIDS) e di conseguenza decidono le sorti delle persone sieropositive. Nichi Vendola, ostenta nel suo curriculum di appartenere alla Lega Italiana per la Lotta contro l’aids, ma dalla regione Puglia tutto tace. Intanto in provincia di Lecce i medici sbandierano gli esiti dei test hiv a datori di lavoro, familiari, amici, e in ultimo alla  persona interessata. Questo atteggiamento spesso non è agito consapevolmente: errori umani di leggerezza sono ammessi sino a quando non si ledono i diritti umani.Si sono fatti passi avanti nella lotta contro l’AIDS.

Ma qualcuno è rimasto fermo. Alcuni  medici, ad esempio, continuano a calpestare i diritti delle persone sieropositive, dei malati, degli attivisti e dei lavoratori.Una volta le “informazioni mediche sensibili” erano sigillate  in un armadietto segreto , nel quale trovavano riparo notizie su gravidanze, aborti, malattie sessualmente trasmesse, situazioni percepite da pazienti e ambiente sociale come personali, delicate. In molti casi non venivano nemmeno registrate, per tutelare la privacy del paziente. Ma da quando è esplosa l’epidemia AIDS sembra quasi che si abbia il diritto di informare la società intera che quel tale ragazzo è sieropositivo, che la tale donna è malata di aids…”tenetevi alla larga!!!” parola di medico. Ma il medico non dovrebbe lavorare nell’interesse del paziente? L’accesso alle informazioni sanitarie non dovrebbe essere riservato? (Ndr. deontologia: dal greco deontos, dovere. Insieme di doveri inerenti ad una particolare categoria professionale. Alcune professioni, per il loro carattere sociale, sono tenute a rispettare un certo codice di comportamento atto a non ledere la dignità o la salute di chi è oggetto del loro operato.)
“Quando c’è la salute c’è tutto”, disse col cuore in mano Francesco Storace all’atto della sua nomina al ministero della Sanità. Nelle palpitazioni del momento il neo ministro non disse però se, per conoscere il suo stato di salute, si fosse rivolto al servizio pubblico, oppure quanto avesse aspettato per fare un check-up. Tuttavia, poco importa soffermarsi su quel che accade a Roma. Vediamo meglio quel che succede nell’Asl Le/2. E non è proprio un batticuore da emozione, quello di chi magari accusa una tachicardia e l’attesa negli ospedali può dimostrarsi davvero al… cardiopalma. Ma analizziamo bene la situazione nei vari distretti. Partiamo dalla sede centrale dell’Asl Le/2, ossia Maglie. Andando subito al cuore del problema, nell’ospedale “Tamborino” in Cardiologia si va dai 27-48 giorni medi per misurare l’ipertensione arteriosa, agli oltre quattro mesi, 128 giorni per l’esattezza, per fare un doppler vascolare. In Medicina generale, per misurare l’andamento del flusso sanguigno con l’ecodoppler si deve pazientare invece 143 giorni. Più bassi i tempi dei poliambulatori. In base ai medici, le attese variano tra i 30-40 giorni, tranne in Endocrinologia dove, secondo il tipo d’analisi, si può aspettare dai 90 ai 100 giorni, come in Reumatologia, dove c’è da attendere quasi quattro mesi.
Tastiamo adesso il polso al “Ferrari” di Casarano. Anche qui la pressione è piuttosto bassa, visti i 182 giorni, ossia sei mesi, occorrenti a fare un elettrocardiogramma, o i 186 per un ecodoppler. Sperare poi che vada meglio in Chirurgia generale è come sperare che un pollo malato d’aviaria guarisca con un’aspirina: l’aspettativa media per un ecodoppler agli arti è di 150 giorni, al pari di Endocrinologia-Diabetologia-Ecografia tiroidea, ovvero 154 dì. Ma non è tutto. Si va oltre i cento giorni anche per le visite generali in Neurologia (113) e Oculistica (134), in Otorinolaringoiatria per una logopedia (111), in Pediatria per la neuropsichiatria infantile (175), fino a Radiologia per le mammografie (127) e per le ecografie (158).A Gallipoli chi necessita di un ecocardiografia, per diagnosticare eventuali lesioni vascolari, deve aspettare in media 202 giorni, ben sette mesi
 

Abbiamo scelto di raccontare la difficile realtà della sanità salentina in tema di prevenzione all’aids attraverso la voce dei protagonisti e il commento degli attori sociali coinvolti.  Ci è sembrato il modo più corretto di affrontare un argomento su cui si spendono fiumi di parole, ma su cui, ancora esiste molta confusione e molta – colpevole - ignoranza
LUIGI, è un ragazzo di 21 anni, che vive in un piccolo paese in provincia di Lecce… Vorrebbe andare via, lontano… perché è stato leso un suo diritto alla privacy.


Quando hai fatto il test?
Nel  giugno 2006 in una struttura privata, con una ricetta del medico curante, ovviamente a  pagamento. Il giorno dopo alle 17,00 sarei dovuto passare a prendere il risultato. (pausa)

Invece cosa è successo?
Alle 13,00, del fatidico giorno, torno a casa e vi trovo il mio medico con i miei genitori. Seduti. Mia madre che piangeva…in un istante ho capito tutto. Il medico mi annunciava in diretta che il risultato era positivo.

Il tuo medico da chi aveva appreso la notizia?
Era stato informato dal laboratorio analisi.

Dove si trova il laboratorio in questione?
A Galatina in provincia di Lecce.

Quindi tu sei stato avvisato per ultimo?
Sì, sono stato il terzo ad essere avvisato. Devo dire che è stata una situazione un po’ scioccante. Il laboratorista aveva preso il numero di telefono del medico di famiglia dalla ricetta, una prassi secondo me illegale.

Secondo te succede anche in altre strutture?
Penso di sì. Secondo me in molti ospedali non si tutela la privacy del paziente e viene chiesta la ricetta medica e poi si paga il test.

Perché hai scelto una struttura privata?
Dovevo fare altri esami, credevo che anche nelle strutture private esistessero le stesse leggi. Pensavo che sarei stato io la prima persona a conoscere l’esito del mio test. Penso a tutti coloro che non hanno una famiglia come la mia, che mi comprende e mi sta accanto. E poi non capisco il comportamento del mio medico curante… per quale motivo abbia scelto di comunicare l’esito prima alla mia famiglia. Le persone non si dovrebbero trovare di fronte a questa realtà, dovendo affrontare la notizia, la famiglia, il medico… avrei voluto parlarne con uno psicologo, con un infettivologo. Capirne di più. Invece in un secondo mi è crollato il mondo addosso… Non avrei mai immaginato che qualcuno, da me non autorizzato, avrebbe gridato il mio stato di salute…

 

 

 


 

 

 

Scheda – i commenti



Dott. Paolo Tundo

Medico infettivologo

Ospedale Santa Caterina Novella di Galatina


La storia di Luigi mi fa pensare a quello che è successo anche a Rosario di Soleto. La racconto perché è una storia tristemente nota, che risale a qualche anno fa. Un medico del lavoro in un controllo di routine chiese al laboratorio analisi di effettuare anche il test hiv, senza l’autorizzazione di R., che subito dopo fu licenziato (ancora prima di sapere di essere sieropositivo). Il medico del lavoro avvertì prima il titolare della pizzeria, dove lavorava R., in secondo luogo il medico curante, poi la famiglia e gli amici.  Tutta Soleto sapeva che R. era sieropositivo, ma lui ancora non era a conoscenza del suo stato di salute. Insomma questo non  è un errore, bensì un reato. C’è ignoranza, questo tema (ndr l’AIDS) non interessa a nessuno… diciamoci la verità. Pensando alla storia di Luigi credo che il laboratorio analisi sia stato in difficoltà nel dover comunicare una notizia così dirompente al giovane, e ha preferito telefonare al suo medico curante. Per questo è preferibile rivolgersi ai servizi pubblici, noi, ad esempio a Galatina consegniamo  gli esiti in 12 o massimo  24 ore, per evitare l’ansia dell’attesa. Poi offriamo un counselling, bisogna dare maggiori notizie ai pazienti.  A questo punto penso a un corso di formazione per i medici curanti. Urgente!

 

 

Filippo Manassero

Presidente Lila Nazionale

 

Vi è una leggerezza di fondo di fronte alla patologia aids. Si saltano tutti gli schemi e  i medici sembrano meno rispettosi dei codici deontologici, quando hanno davanti una persona sieropositiva.
Vanno presi dei provvedimenti, la denuncia del medico, sicuramente potrebbe essere un segnale di autodeterminazione, una denuncia contro chiunque si permetta di ledere la vita degli altri.
(ndr Gli ricordo che nei piccoli centri è difficile uscire allo scoperto, c’è ancora tanto pregiudizio)
La associazione potrebbe costituirsi come parte civile, ma questo non è sufficiente. Bisogna smuovere le coscienze dei medici, della società. Comprendo la paura di Luigi, e di tutti coloro che sono costretti ad abbandonare la battaglia per i diritti civili di fronte a un ricatto morale.
Ma anche nelle grandi città accade, non è facile mettere in gioco le proprie relazioni, per intraprendere un’azione legale. Anche in Piemonte c’era una situazione pietosa, anche da noi il diritto alla privacy era un optional. La consulta di volontariato e le associazioni di lotta contro l’aids hanno obbligato la regione ad applicare la legge e le impiegate dei laboratori non urlano più il risultato del test nell’atrio.

 


 

MEDICO- PAZIENTE: UN  RAPPORTO DI FIDUCIA?
La consulenza completa serve a costruire un rapporto di fiducia tra medico e paziente. Tale fiducia riveste la massima importanza in vista di un possibile risultato positivo del test. Per rispondere meglio alle domande riguardanti il colloquio di consulenza e informazione sul test dell’HIV, ogni medico di famiglia  può rivolgersi al più vicino Reparto di Malattie Infettive (Lecce, Galatina, Gallipoli) dove potrà ricevere le informazioni necessarie.

 

LEGGE 135/90 ART.5 ACCERTAMENTO DELL’INFEZIONE.
Gli operatori sanitari che, nell’esercizio della loro professione, vengano a conoscenza di un caso di AIDS, ovvero di un caso di infezione da hiv, sono tenuti a prestare la necessaria assistenza adottando tutte le misure occorrenti per la tutela della riservatezza della persona assistita (comma primo). La comunicazione di risultati di accertamenti diagnostici diretti o indiretti per infezione da HIV può essere data esclusivamente alla persona cui tali esami sono riferiti. (comma sesto).

 




Hiv: un test a caro prezzo


MA COME FUNZIONA IL SISTEMA SANITARIO LOCALE RISPETTO AL TEMA DEL TEST HIV? ABBIAMO EFFETTUATO VARIE TELEFONATE CHIEDENDO INFORMAZIONE ALLE VARIE STRUTTURE LOCALI, NE RIPORTIAMO IL TESTO DELLE CONVERSAZIONI

AUSL LE/1 OSPEDALE DI COPERTINO, Via Carmiano, tel. 0832 936111
• 1 telefonata – Centro Trasfusionale
Fate il test hiv? Si certo…
I tempi di risposta?  1 o 2 giorni.
Effettuate test di prima, seconda… Si certo, test di 4°, 5°, 6° generazione,  visto che siamo un centro trasfusionale, dobbiamo essere aggiornati, prima di tutto per noi…
Il costo del ticket? Completamente gratuito, dipende da lei se vuole dare le iniziali.
Se dovesse risultare positivo? Fa un counselling con me, che sono il dott. Serra. (ndr riportiamo il nome del medico in quanto in possesso della sua autorizzazione)
• 2 telefonata - CUP.
Si paga 11,70 euro.
• 3 telefonata – Centro Trasfusionale
Abbiamo informato il dott. Serra della risposta che ci ha dato il CUP. Ci conferma la gratuità e ci assicura che riferirà in direzione, per portare a conoscenza l’ufficio ticket ed esclama “ Questi del CUP devono essere informati per bene…”


AUSL LE/1 - LECCE Ospedale Vito Fazzi Piazza Muratore, tel. 0832 661111.

• 1 telefonata CUP
Dovrebbe chiamare il laboratorio analisi, questo è il posto meno adatto, perché si fa direttamente lì. (Ci dà il numero.)
• 2 telefonata Laboratorio analisi
Può venire quando vuole, il test è anonimo e gratuito.


AUSL LE/1 - SAN CESARIO  Ospedale di via Miglietta. Tel. 0832 215111.

• 1 telefonata CUP
Deve chiamare il laboratorio analisi perché adesso è tutto computerizzato. Ci dà il numero, e aggiunge… se non sbaglio è questo.
• 2 telefonata Laboratorio analisi
(ndr chi ci risponde è gentilissimo). Non ci sono problemi si fa ogni giorno in completo anonimato. E’ anche gratuito.


AUSL LE/1 - GALATINA Ospedale “S. Caterina Novella”  di via Roma tel. 0836 529111.

• 1 telefonata - CUP
Non so, è scritto sul  foglio che ci dà il laboratorio analisi. Potrebbe essere 12,00 ma non lo prenda per buono, provi a chiamare, se hanno un po’ di tempo glielo potrebbero anche dire…
• 2 telefonata - Laboratorio analisi
2 minuti di musichetta.
• 3 telefonata - Laboratorio analisi
Deve parlare con l’ufficio ticket. Noi accettiamo il campione e voi dovete dare con l’impegnativa all’ufficio ticket. Non hanno potuto dire perché c’è gente o perché per telefono non lo dicono.
• 4 telefonata - CUP
Non l’ho trovato. Dovrei guardare sul tariffario ma mò c’è gente.Un attimo in linea, eh? (Passano 3,30 minuti). Ci sono tre tipi di hiv. Bisogna vedere… non posso, in questo momento. Va bè. Hiv 1 e 2 costa 11 euro e qualcosa e gli altri 36,15 euro. Non posso dirle altro in questo momento.
• 5 telefonata - Reparto Malattie Infettive
Viene da noi, facciamo l’ impegnativa, va al laboratorio analisi, effettua il test, e dopo massimo 1 giorno viene a ritirare l’esito da noi. Facciamo anche counselling.

AUSL LE/2 GALLIPOLI Ospedale “Sacro Cuore di Gesù” via provinciale per Alezio tel. 0833 270111.
• 1 telefonata CUP
Un attimo. Costa 11,62 più 3,00 di prelievo. Gratuito? E perché signora? A me non risulta. Mi informo e nel caso la richiamo.
• 2 telefonata CUP
Mi occorrono ancora 10 minuti.
• 3 telefonata CUP
per il pagamento dipende da regione a regione.
per quanto ne sappiamo noi la regione non si è espressa.
Per l’anonimato ok.


AUSL LE/2 TRICASE  Ospedale “Cardinale G. Panico” Via San Pio X, 4  tel. 0836 544104.
• 1 telefonata - ufficio prenotazioni
(chiede alla collega) 36,15 €. (chiede alla collega) non è gratuito mai. Lei ha qualche esenzione particolare? aspetti un attimo… (chiede alla collega) Paola?! da noi si paga, tranne per chi è tossicodipendente…o ha un’esenzione particolare. È un prelievo come tutti gli altri…ecco.
• 2 telefonata - Amministrazione Sanitaria
Riferiamo ciò che ci rispondono dall’ufficio prenotazioni. (Ascolta ed esita nel rispondere.) Non c’è proprio il test dell’hiv gratis!!! Aspetti un attimo… (Passa la telefonata senza preavviso ad un altro ufficio.) Riferiamo la precedente telefonata e la richiesta. Perché dovrebbe essere gratuito? Magari nei centri convenzionati regionali riconosciuti. Chiede il numero della legge di riferimento. Non si paga nei centri che fanno lo screening di prevenzione.
AUSL LE/2 CASARANO Ospedale “F. Ferrari”  Via Circonvallazione 0833 508111.
C’è bisogno della ricetta del medico curante. Si paga 14,87euro.  Non facciamo counselling.
AUSL LE/2  POGGIARDO Ospedale “F. Pispico”via Pispico tel. 0836 908111.
(Ci rispondono dopo vari tentativi.) Si, effettuiamo il test hiv. Si, in alternativa si può presentare con una ricetta bianca, da far firmare al laboratorio analisi per la regolarizzazione. Costa 14,62 euro. Non facciamo counselling.
AUSL LE/2 SCORRANO Ospedale “I. Veris delle Ponti” via G. delle Ponti tel. 0836460549.
Si, si effettua il test. Si paga 14,62 euro. Non facciamo counselling.

Per capirne un po’ di più ci decidiamo a chiamare il sevizio telefono verde AIDS del Ministero della Salute (800-861-061).
Il test per l’hiv è gratuito?  “In genere è gratuito”.
Chiediamo dove possiamo effettuare il test in provincia di Lecce. Ci elenca tutti i centri sopra riportati.
Chiediamo informazioni su Tricase.  “Non è anonimo. È gratuito…anzi no si paga. Per esempio a Lecce è gratuito”.
Le diciamo che abitiamo nel basso salento per cui sarebbe più comodo Tricase. Ci conferma che sono più frequenti i centri dove è gratuito, ma a Tricase devo pagare.
(Quindi siamo proprio sfortunati).
Vada a Lecce, all’ospedale Vito Fazzi è gratuito, anonimo…
insistiamo. Ma ci risponde “ non fa prima ad andare a Lecce?” se la ride…
Abbiamo telefonato inoltre agli ospedali di alcune città italiane e abbiamo scoperto che…
A Bologna presso l’ Ospedale Maggiore il test si può effettuare dal lunedì al venerdì, in completo anonimato ed è gratuito. Idem al Policlinico Sant’Orsola.
A Milano presso l’ Ospedale Maggiore già dal centralino ci danno tutte le informazioni utili (test gratuito e anonimo, però bisogna presentarsi con la tessera sanitaria)
A Roma Ospedale Gemelli il test è anonimo e gratuito, in più ci dicono che l’esito non può essere spedito e che deve essere ritirato necessariamente dal titolare dell’esame.
Lo stesso ci dicono dal centro trasfusionale dell’ospedale Umberto 1.
Ma arriviamo alla regione Puglia: a Bari al Policlinico è possibile effettuare il test alle stesse condizioni di Milano, Bologna, Roma.

DAL SITO DEL MINISTERO DELLA SALUTE
È possibile sottoporsi ad esami e controlli mantenendo l’anonimato?
Si, nella maggior parte dei Centri è possibile mantenere l’anonimato; negli altri, comunque, è strettamente confidenziale. Per Legge, inoltre, (art. 5 - Legge 135 dell’08/06/90) nessuno può essere sottoposto al test HIV senza il proprio consenso ed è vietato rivelare i risultati del test a persone diverse dall’interessato o dai suoi tutori legali.
Nelle strutture pubbliche il test è sempre gratuito?
Spesso, ma non sempre perché dal 1/6/1995 vi sono delle Normative che variano da Regione a Regione e che integrano il D.M. 1/2/91 - G.U. 32 - Art.3 punto 22.

Commenti (2) >> feed
...
scritto da franco, 18 aprile, 2007

Io ho fatto il test presso l'ospedale ecclesiastico regionale di acquaviva delle fonti. Ho pagato il test (ricchissimi 100 euro) e la signora che mi ha dato il test ... mi ha chiamato per cognome davanti ad almeno una ventina di persone dicendo che il risultato del test dell' "AIZ" era pronto!!!!!!!!! Ditemi voi se tutto ciò è normale!!!!! ORA ho solo paura a ripetere il test!!!!!

...
scritto da Claudio, 17 maggio, 2008

Esistono strutture pubbliche, caro Franco.
Era proprio necessario rivolgersi ad un ospedale ecclesiastico per fare il test, pagando 100 euro? Cosa avresti preteso da un ospedale ecclesiastico? Non certo di vedere rispettata la legge 135/90! Ti obbliga qualcuno ripetere il test nella stessa struttura??? Sbagliare è umano, perseverare è diabolico!

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