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<title>Joomla! powered Site</title>
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<link>http://www.pazlab.net/impaziente</link>
<lastBuildDate>Thu, 24 Jul 2008 02:12:36 +0100</lastBuildDate>
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<title>Powered by Joomla!</title>
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<title>Lecce:ancora un incidente sul lavoro</title>
<link>http://www.pazlab.net/impaziente/in-edicola/lecce-ancora-un-incidente-sul-lavoro.html</link>
<description>
23 luglio 2008
A sole 24 ore di distanza
dall&amp;#39;incidente sul lavoro che si &amp;egrave; verificato ieri a Lecce nel
cantiere dove &amp;egrave; in costruzione l&amp;#39;hotel Hilton, oggi un nuovo
grave infortunio ad un lavoratore in un cantiere del capoluogo
salentino. Un&amp;#39;altra caduta dall&amp;#39;alto. Salvatore Botrugno, 43 anni, di
Scorrano, &amp;egrave; precipitato al suolo da un&amp;#39;altezza di cinque metri
da un&amp;#39;impalcatura in legno, mentre era intento a smontare le
luminarie installate sulla facciata della chiesa della Madonna delle
Grazie, nei pressi di Piazzetta Tancredi, sede del Rettorato. Da una
prima ricostruzione pare che alla base dell&amp;#39;incidente ci sia stata la
rottura del gancio attaccato al muro e che sorreggeva la base
dell&amp;#39;impalcatura.  
L&amp;#39;uomo &amp;egrave; stato soccorso dai
colleghi e trasportato con un&amp;#39;ambulanza del 118 nell&amp;#39;ospedale Vito
Fazzi di Lecce, dove i medici hanno diagnosticato un politrauma,
contusioni craniche e la lesione dell&amp;#39;addome. Sul posto sono
intervenuti gli uomini dello Spesal, incaricati di condurre le
indagini: il lavoratore era imbracato? Il ponteggio era regolare?
Cosa non ha funzionato? Chi ha sbagliato? Sono i soliti drammatici
quesiti che si ripresentano ogni qualvolta raccontiamo di un
incidente sul lavoro; c&amp;#39;&amp;egrave; poco da fare: qui manca la cultura
della sicurezza sul lavoro e, forse, dato ancora pi&amp;ugrave;
drammatico, manca una giusta cultura del lavoro. Ci sono imprese,
specie nel comparto edile, che puntano decisamente a stanare la
concorrenza abbattendo i costi, in primis proprio quelli sulla
sicurezza, costringendo i propri dipendenti (ma, ormai capita anche
ai titolari) a condizioni assurde pur di mantenere un posto di
lavoro. Va detto pure che ci sono tanti lavoratori che, se pur
provvisti di tutte le misure di protezione, decidono di non
avvalersene, e quindi niente imbracatura, niente casco, niente
mascherina. Troppa superficialit&amp;agrave;, sicurezza in se stessi,
ignoranza del rischio, e incoscienza, nel non capire fino in fondo
che comportamenti sbagliati, ripetuti nel tempo e divenuti ormai
abitudini consolidate, costituiscono il terreno fertile per gli
infortuni. E qui si tratta di mettere a rischio la propria vita. E&amp;#39;
vero, manca la cultura della sicurezza, ma forse, manca pure la
giusta cultura della vita. 
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<category>Newsflash - In Edicola</category>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 22:42:32 +0100</pubDate>
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<item>
<title>Bikaloro. La scelta consapevole</title>
<link>http://www.pazlab.net/impaziente/associazioni/bikaloro.-la-scelta-consapevole.html</link>
<description>
comunicato stampa
23 luglio 2008 
Si &amp;egrave; tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione della campagna di comunicazione sociale di contrasto alle mutilazioni genitali femminili della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento dei Pari Diritti e Opportunit&amp;agrave;  
Bikaloro. La scelta consapevole  sar&amp;agrave; una campagna di comunicazione e  sensibilizzazione per prevenire e contrastare le pratiche delle mutilazioni genitali femminili. La campagna sar&amp;agrave; rivolta ai migranti gi&amp;agrave; residenti in Italia , e nello specifico nella provincia di Lecce e nella Regione: informazione e sensibilizzazione sui rischi delle MGF e sui diritti delle donne e delle bambine. Il progetto &amp;egrave; finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento delle Pari Opportunit&amp;agrave;.  *I Bambara, una delle etnie del Mali, le chiamano &amp;ldquo;bikaloro&amp;rdquo;, un gravissimo insulto che vuol dire esseri privi di ogni maturit&amp;agrave;. Sono le donne non escisse. Le donne bambine, quelle che a pochi anni di et&amp;agrave;, tra i 5 e i 12 anni, non hanno subito la mutilazione degli organi genitali. Scegliendo questo titolo, vogliamo dare &amp;ldquo;voce&amp;rdquo; a tutte le bikaloro che sono state derise e insultate.
</description>
<category>Comuinicati stampa - Associazioni</category>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 17:49:52 +0100</pubDate>
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<item>
<title>Lecce: lavoratore edile cade da un ponteggio irregolare</title>
<link>http://www.pazlab.net/impaziente/ultime/lecce-lavoratore-edile-cade-da-un-ponteggio-irregolare.html</link>
<description>
scritto da michele frascaro
22 luglio 2008
Incidente sul lavoro in
un cantiere edile a Lecce: questa mattina, in un cantiere in via
Vecchia Frigole, nella zona Salesiani del capoluogo salentino, un
manovale di Melendugno, Orazio Pezzuto, 52 anni, &amp;egrave; caduto da
un&amp;#39;altezza di circa quattro metri, mentre era intento, su un
ponteggio, a realizzare dei lavori di intonaco su una struttura
ricettiva in fase di costruzione. 
Trasportato d&amp;#39;urgenza,
con un&amp;#39;ambulanza del 118, all&amp;#39;Ospedale Vito Fazzi di Lecce, all&amp;#39;uomo
&amp;egrave; stato riscontrato un forte trauma cranico, motivo per cui i
medici si sono riservata la prognosi.
Dai primi accertamenti
svolti dai tecnici all&amp;#39;interno del cantiere sarebbe  emerso che il
ponteggio sul quale l&amp;#39;uomo era al lavoro non era assolutamente
regolare, essendo senza parapetto e presentando un tavolame pi&amp;ugrave;
piccolo del regolamentare (avente 90 cm di larghezza). 
Quello di oggi &amp;egrave;
l&amp;#39;ennesimo incidente sul lavoro verificatosi nei cantieri edili della
provincia di Lecce nelle ultime settimane, e le cause sono quasi
sempre le stesse: mancanza di attrezzature a norma e mancanza di
protezioni di ogni tipo, individuale (i lavoratori non indossano le
imbracature), e collettiva (tanti sono ancora i ponteggi irregolari,
senza parapetti e con tavole di fortuna, non regolari). La caduta
dall&amp;#39;alto continua ad essere la tipologia di infortunio, la pi&amp;ugrave;
grave e la pi&amp;ugrave; ricorrente. E serve a poco che le cifre fornite
dall&amp;#39;Inail ci indicano una diminuzione degli infortuni: non possiamo
dirci felici se, in un anno, sono morti 1200 lavoratori, e non 1300
come l&amp;#39;anno precedente. E&amp;#39; assolutamente assurdo che, anche una sola
persona, perda la vita a causa del lavoro. Inaccettabile in un paese
che si definisce civile e democratico: questa &amp;egrave; la vera
emergenza da debellare. Ma, pare che foglia non si muova. Anzi.
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<category>Tematiche - Ultime</category>
<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 18:04:25 +0100</pubDate>
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<title>Coopersalento: saltano i controlli, ma resta il fermo</title>
<link>http://www.pazlab.net/impaziente/ultime/coopersalento-saltano-i-controlli-ma-resta-il-fermo.html</link>
<description>
scritto da michele frascaro
22 luglio 2008
Luned&amp;igrave; 21 luglio 2008 sarebbe dovuto essere il giorno della verifica per la Coopersalento di Maglie: l&amp;#39;Arpa avrebbe dovuto ripetere i controlli sulle emissioni dell&amp;#39;azienda per verificare i gravi sforamenti di diossina gi&amp;agrave; rilevati nel primo monitoraggio ma, come d&amp;#39;incanto, un guasto tecnico ha impedito lo svolgimento di queste operazioni. Mentre monta lo sgomento e la rabbia tra la popolazione di Maglie e dei centri limitrofi, si registra una dura presa di posizione da parte dell&amp;#39;Assessore all&amp;#39;ambiente della Provincia di Lecce, Gianni Scognamillo: &amp;ldquo;Come concordato nell&amp;rsquo;incontro del 17 luglio scorso, alla presenza di Copersalento spa, Arpa, Comune di Maglie e Provincia di Lecce, oggi avrebbe dovuto svolgersi presso l&amp;rsquo;impianto di Maglie, il primo dei tre controlli alle emissioni previsti per questa settimana. Tanto al fine di procedere alle verifiche tecniche in ordine ai gravi sforamenti di diossina rilevati da Arpa Puglia.
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<category>Tematiche - Ultime</category>
<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 11:37:30 +0100</pubDate>
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<title>12 giugno: per non morire pił di lavoro</title>
<link>http://www.pazlab.net/impaziente/ultime/12-giugno-per-non-morire-pi-di-lavoro.html</link>
<description>
scritto da giancarlo canuto
Antonino Mingolla  &amp;egrave; morto all&amp;rsquo;Ilva il 18 aprile del 2006, avvelenato
dal gas inodore e mortale col quale era costretto a combattere nel
lavoro di manutenzione. Una inchiesta penale, che non giunge ancora
neanche a parziali conclusioni come il semplice invio di avvisi di
garanzia (mentre all&amp;rsquo;Ilva si continua a morire ed in altre Procure si
chiudono le inchieste e gi&amp;agrave; si celebrano processi per incidenti
successivi) accerter&amp;agrave; &amp;ndash; almeno cos&amp;igrave; lo speriamo &amp;ndash; le responsabilit&amp;agrave;.
Frattanto  possiamo solo registrare il dolore senza consolazione di una
famiglia che ha perso un marito, un padre, un figlio, un fratello senza
potersene mai fare una ragione.
Ma Francesca Caliolo, la moglie di Antonino, trovando dentro di s&amp;eacute;
energie incredibili e sostenuta dalla serena forza dei giovanissimi
figli Gabriele e Roberta, ha avviato la sua battaglia &amp;ndash; non solitaria &amp;ndash;
perch&amp;eacute; giustizia sia fatta e perch&amp;eacute; nella coscienza civile della
opinione pubblica, nelle leggi che regolamentano la sicurezza sul
lavoro, la morte di Antonino e di tutti gli altri lasci un segno
indelebile.
clicca qui (ultime/la-svolta.html)  per laggere la lettera di Francesca Caliolo 
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<category>Tematiche - Ultime</category>
<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 16:46:31 +0100</pubDate>
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