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<title>Joomla! powered Site</title>
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<lastBuildDate>Thu, 09 Sep 2010 10:13:48 +0100</lastBuildDate>
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<title>Powered by Joomla!</title>
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<title>Salento Sound Festival</title>
<link>index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=672&amp;Itemid=131</link>
<description>
Sabato 31 luglio (ore 21.00 &amp;ndash;
ingresso gratuito) a Supersano, in provincia di Lecce, torna il
Salento Sound Festival, giunto alla sua quinta edizione. Dopo Roy
Paci   Aretuska, Africa Unite, Giuliano Palma   Blue Beaters,
Caparezza quest&amp;rsquo;anno ospiti principali della serata saranno il
cantante reggae africano Alpha Blondy probabilmente l&amp;rsquo;artista
contemporaneo afro/reggae pi&amp;ugrave; popolare dai tempi di Bob Marley, e la
band Boo Boo Vibration, la reggae band dalle solide radici salentine,
nata nella colorata Piazza Verdi della Bologna universitaria che
festeggia quest&amp;#39;anno il suo decimo anno di attivit&amp;agrave;. In chiusura
dance hall no limits a cura della 60 hertz family con Paparina dj,
Papa Richy, Michelino ed i Resina Sonora.
Salento Sound
Festival &amp;egrave; organizzato dall&amp;#39;Associazione Turistico Culturale Pro
Loco di Supersano in collaborazione con i giovani supersanesi.
L&amp;#39;evento musicale, nato con il fine di favorire la collaborazione e
il confronto tra le generazioni del piccolo comune del sud Salento,
quest&amp;#39;anno ha come titolo  Per non dimenticare , in ricordo
di quattro amici scomparsi Michele Frascaro, giornalista morto
improvvisamente il 21 marzo scorso, Francesco Baglivo, Simona
Ingrosso ed Ernesto Mele, da sempre impegnato nella realizzazione del
festival.
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<category>Comuinicati stampa - Eventi</category>
<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 15:55:32 +0100</pubDate>
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<title>La svolta...</title>
<link>index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=671&amp;Itemid=131</link>
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A Taranto ci sono donne combattive (mogli, madri, lavoratrici) che vogliono spezzare il bastone dell&amp;rsquo;illegalit&amp;agrave; e dell&amp;rsquo;arroganza. Vogliono mettere fine all&amp;rsquo;impunit&amp;agrave; che mortifica la propria dignit&amp;agrave;, uccide i propri mariti e i propri figli, mina la propria salute.&amp;#8232;Donne che si ribellano, oggi, contro quella che a Taranto e per Taranto &amp;egrave; stata da sempre considerata una salvezza, da qualche tempo il peggiore dei mali. 
L&amp;rsquo;Ilva &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; grande acciaieria d&amp;rsquo;Europa che, insieme 
all&amp;rsquo;aumento annuale dei profitti, detiene il primato nazionale di morti 
sul lavoro (180 dalla prima apertura dei cancelli) e d&amp;rsquo;inquinamento 
dell&amp;rsquo;ambiente (il 92 % della diossina nazionale).&amp;#8232; Il documentario &amp;ldquo;La 
Svolta. Donne contro l&amp;rsquo;Ilva&amp;rdquo; racconta la battaglia di sei donne in 
particolare: Francesca e Patrizia, mogli di operai morti all&amp;rsquo;Ilva; Vita,
mamma di un giovane operaio finito ammazzato sotto una gru nello 
stabilimento; Margherita, ex dipendete sottoposta a soprusi, mobbizzata,
licenziata; Anna, finita sulla sedia a rotelle, probabile conseguenza 
dell&amp;rsquo;inquinamento da diossina; Caterina, mamma di un bambino autistico.
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<category>Tematiche - Ultime</category>
<pubDate>Wed, 26 May 2010 10:24:28 +0100</pubDate>
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<title>Gioia e rivoluzione</title>
<link>index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=670&amp;Itemid=131</link>
<description>
scritto da Melissa perrone
2 maggio 2010
Tanta gente e occhi lucidi per ricordare Michele. Piazza Pisanelli, a Tricase, &amp;egrave; forse il luogo migliore per raccontare di lui, delle sue battaglie. Michele c&amp;rsquo;&amp;egrave;. Nella piazza, nel gazebo, sul tetto del comune. Ma soprattutto c&amp;rsquo;&amp;egrave; nel cuore della gente, degli operai, di chi l&amp;rsquo;ha conosciuto e adesso non riesce a dimenticarlo. Ciascuno lascia una traccia di s&amp;eacute; su questa terra, piccola o grande che sia. Lui indubbiamente ha lasciato un solco profondo, una trincea quasi, che aiuta tutti ad essere al riparo dalle ipocrisie, a riconoscere la parte giusta dove stare. Voce rotta dal pianto, parole di orgoglio, dolore, rabbia, tenerezza, l&amp;rsquo;incredibile serenit&amp;agrave; della sua Angela. Gli elementi del ricordo ci sono tutti. La concretezza di Angela, che invita a guardarsi intorno per dare voce ai tanti combattenti gentili che sono ancora intorno a noi,  &amp;egrave; la sua concretezza. La voce degli operai Adelchi, che sollecitano le Istituzioni a prendere posizione,  &amp;egrave; la sua voce. La testimonianza di ci&amp;ograve; che &amp;egrave; stato, e di ci&amp;ograve; che &amp;egrave;, non &amp;egrave; per&amp;ograve; nelle parole, ma ancora una volta nei fatti. La lotta continua. Ogni giorno. Perch&amp;eacute; la vertenza Adelchi &amp;egrave; ancora aperta, perch&amp;eacute; di lavoro ancora si muore, perch&amp;eacute; ancora non &amp;egrave; un diritto. Allora in piazza si torna a parlare di lotta di classe e di sfruttamento. Parlare di Michele significa parlare di questo. Testimoniare il proprio ricordo implica necessariamente raccontare delle battaglie condivise, delle telefonate fiume, delle ore passate a scrivere e a progettare, dei cortei e delle proteste. Ma anche delle risate a crepapelle, dei momenti di commozione e di scoramento, di musica e di amore. A che serve allora, per noi di Paz, parlare di lui? Come si fa a raccontare un pezzo di vita, quando ogni momento &amp;egrave; stato significativo? Non sono le nostre parole che possono raccontarlo, ma solo il nostro agire quotidiano. Il tentativo &amp;ndash; difficile &amp;ndash; di mettere in pratica ci&amp;ograve; che ci ha insegnato: gioia e rivoluzione. 
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<category>Tematiche - Ultime</category>
<pubDate>Sun, 02 May 2010 13:10:53 +0100</pubDate>
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<title>A Tricase strappato lo striscione dedicato a Michele. Ma la lotta continua</title>
<link>index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=669&amp;Itemid=131</link>
<description>
scritto da Melissa perrone
27 aprile 2010
La scarpa dell&amp;#39;ImPAZiente non presidia pi&amp;ugrave; la piazza di Tricase. Qualcuno, nottetempo, l&amp;#39;ha portata via, strappando lo striscione che i lavoratori Adelchi avevano saldamente attaccato al gazebo, simbolo della protesta dei lavoratori cassaintegrati. Un atto vile contro chi in questi mesi ha rivendicato un diritto universale, il diritto al lavoro, e dunque ad una vita dignitosa. Un gesto vandalico, che forse anche al di l&amp;agrave; delle intenzioni degli autori del gesto, d&amp;agrave; la misura della disgregazione sociale, dell&amp;#39;assenza di quel principio di solidariet&amp;agrave; che si vorrebbe scontato tra la popolazione. I lavoratori Adelchi del comitato &amp;#39;Michele Frascaro&amp;#39; in questi mesi hanno infatti lottato, e lottano, non solo per i propri destini, ma per l&amp;#39;intero territorio, da anni vessato dall&amp;#39;assenza e dalla precariet&amp;agrave; del lavoro. Il gazebo, che tanto disturba gli occhi di chi vorrebbe una realt&amp;agrave; patinata, &amp;egrave; il simbolo di questa lotta, e proprio per questo &amp;egrave; necessario che rimanga al centro della piazza. Non &amp;egrave; sufficiente nascondere dietro l&amp;#39;angolo i problemi perch&amp;eacute; questi scompaiano, &amp;egrave; infatti nelle case di centinaia di lavoratori che parole vuote come crisi del Tac o esportazione della produzione assumono il valore concreto di un dramma quotidiano. 
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<category>Tematiche - Ultime</category>
<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 11:04:44 +0100</pubDate>
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<title>Comunicato stampa del Comitato &quot;Michele Frascaro&quot; dei Lavoratori Adelchi</title>
<link>index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=668&amp;Itemid=131</link>
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Settimo mese di lotta per gli aderenti al Comitato Michele Frascaro dei
lavoratori autorganizzati del Gruppo Adelchi in lotta per la difesa del
posto di lavoro e reduci dal secondo incontro svoltosi ieri al
Ministero dello Sviluppo Economico. Incontro nel quale ancora una volta
l&amp;rsquo;azienda, artefice principale della nostra situazione e primo attore
di una farsa che si ripete ormai da mesi, non si &amp;egrave; presentata. Ci
chiediamo come si possa pensare di ottenere dei risultati se l&amp;rsquo;azienda
persevera con questo suo atteggiamento di mancanza di rispetto nei
confronti dei lavoratori e delle loro famiglie e oltremodo nei
confronti di tutte le istituzioni presenti al tavolo, dalla Regione
alla Provincia, dal Ministero a Confindustria stessa che dovrebbe
assumere anche lei dei toni pi&amp;ugrave; duri verso un imprenditore che seguita
imperterrito a sbeffeggiare tutto il territorio. Anche noi come gi&amp;agrave; pi&amp;ugrave;
volte ribadito dalla Vicepresidente della Regione Puglia, Loredana
Capone, crediamo sia inammissibile che un&amp;rsquo;azienda continui a
privatizzare i profitti all&amp;rsquo;estero e a socializzare le perdite con
l&amp;rsquo;utilizzo della cassa integrazione in patria, mortificando lavoratori
e territorio gi&amp;agrave; fortemente provati da anni di crisi in questo settore.
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<category>Tematiche - Ultime</category>
<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 16:06:59 +0100</pubDate>
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