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Effetto Albemuth

Notizie, commenti, conflitti e immaginari sulla e dalla Rete

Commenti ( 15 ) Cybersoviet

Il titolo del mio nuovo libro (Cybersoviet. Utopie postdemocratiche e nuovi media”) rischia di suonare ancora più provocatorio di quando è stato concepito, dopo l’esito elettorale di ieri, che ha visto la sinistra radicale sparire dalle istituzioni rappresentative della nostra repubblica. Meglio così: alla sfida al senso comune liberal-liberista (se possibile ancora più dilagante nell’era di Veltrusconi), si aggiunge la sfida a una cultura di sinistra incapace tanto di rinnovarsi quanto di onorare la propria vocazione storica. Il libro, che completa una sorta di triologia iniziata con “Incantati dalla Rete” e proseguita con “Mercanti di futuro” (dedicati, rispettivamente, all’antropologia di Internet e alla Net Economy), abbozza una teoria delle trasformazioni dello spazio pubblico indotte dai nuovi media e delle loro conseguenze politiche, concentrando l’attenzione in primo luogo sulle analogie fra forme storiche della democrazia diretta ed esperimenti di partecipazione democratica attraverso la Rete (quelli che chiamo appunto cybersoviet). A pubblicarlo è l’editore Raffaello Cortina, che dovrebbe metterlo in distribuzione entro la fine di questa settimana. Chi voglia saperne di più può leggersi l’Introduzione che ho appena inserito nella sezione Materiali. Oppure, se si trovasse per caso a passare da Trieste venerdì prossimo, può venire alla presentazione prevista alle 16.00 presso la libreria James Joyce della Stazione, nell’ambito del FEST, la Fiera internazionale del Libro Scientifico di Trieste. Altrimenti resta sempre l’opzione di acquistare il libro…:-)

15 Commenti a “Cybersoviet”

  1. luigi pinza, il Aprile 17th, 2008 alle 6:16 pm, dice:

    Perché non lo metti online in licenza CC?

  2. Ubik, il Aprile 18th, 2008 alle 9:44 am, dice:

    Presentazioni nella Roma tentacolare?

  3. Administrator, il Aprile 18th, 2008 alle 11:13 am, dice:

    Doppia risposta:
    1) mi sarebbe piaciuto poterlo mettere sotto CC, ma Cortina da quell’orecchio non ci sente; tuttavia, da autore fedele (è il terzo libro che pubblico con lui) e (spero) ascoltato, non dispero prima o poi di convincerlo (con l’editore Manni, da cui uscirà entro l’anno una mia raccolta di saggi sullo stesso tema, sono invece già d’accordo in tal senso)
    2) Sì ma non ho ancora fissato la data, appena possibile la metterò in un post

  4. merio, il Aprile 18th, 2008 alle 6:07 pm, dice:

    sono l’amministratore di un piccolo blog collettivo, nato dalla voglia di un gruppo di amici, residenti in diverse città italiane, dalla toscana al salento, di condividere opinioni, scritti, vignette e baggianate. insomma, una piccola comunità virtuale nata senza alcuna pretesa particolare. tramite questo blog, abbiamo, comunque, avuto modo di conoscere altri disegnatori italiani, sono nate collaborazioni… niente di che, per il momento, comunque…
    i miei dubbi, leggendo l’introduzione al suo libro, sono i seguenti: non mi è chiaro il suo punto di vista sul proliferare di blog(se pensa, in definitiva, che sia un fenomeno deprecabile) e quale sia il senso che lei da al termine cyberpop.

  5. Administrator, il Aprile 18th, 2008 alle 7:55 pm, dice:

    Di per sé la proliferazione dei blog non è (ovviamente) un fenomeno deprecabile. Il discorso (un po’ difficile da sintetizzare in poche righe, per cui rinvio al libro) riguarda più in generale il web 2.0 (quindi non solo i blog, ma le reti p2p, i social network, i wiki, ecc) come base tecnologica e culturale di un nuovo modo di produzione che consente al capitalismo delle reti di mettere al lavoro (e sfruttare gratuitamente) milioni di produttori/consumatori…Il cyberpop è questo, ma non solo: è anche il dilagare di una cultura dell’autoesibizione che diviene oggettivamente complice sia di questo nuovo meccanismo di sfruttamento sia di nuove forme di controllo politico e sociale (Rodotà parla in proposito di “Panopticon alla rovescia”, citqando non a caso Foucalt, il quale ha iniziato a riflettere su questi fenomeni ben prima che esistesse la rete attraverso il concetto di biopolitica)

  6. matteo paz, il Aprile 22nd, 2008 alle 3:42 pm, dice:

    Un augurio sentito per questo tuo nuovo lavoro da parte di PAZ.Abbracci

  7. Alekos, il Aprile 30th, 2008 alle 12:12 pm, dice:

    Secondo lei, Benkler davvero ha a che fare con la ‘vulgata ideologica (un impasto di determinismo tecnologico, libertarismo velleitario e neoliberismo) che rischia di oscurare la dura realtà delle lotte globali per il potere cui stiamo assistendo in questo primo decennio del XXI secolo’??
    …Permette una domanda de-ideologizzata? il filone marxista e neomarxista non lo ritiene ormai un tantino troppo sputtanato?

  8. Administrator, il Aprile 30th, 2008 alle 7:22 pm, dice:

    Mi sembra evidente, visto che ho scritto ciò che lei cita, che si tratta effettivamente del mio punto di vista (ampiamente argomentato e non buttato lì come una battuta…)
    Alla seconda domanda offro una riposta naturalmente ideologizzata (non esistono punti di vista “de-ideologizzati”, come lei sembra ingenuamente ritenre, ma se mai punti di vista inconsapevolmente ideologizzati, come il suo: penso che sia assai più “sputtanato” (ancorché maggioritario) il filone neoliberale di quello neo marxisra :-)

  9. Alekos, il Maggio 1st, 2008 alle 9:04 pm, dice:

    Grazie della risposta. Sto leggendo con interesse il suo libro. Quanto all’ideologia, mi trova d’accordo. L’ideologia di volta in volta dominante tende a non farsi percepire per quello che è, ma si impone come un sistema naturale e necessario.

    …mi potrebbe consigliare un libro che descriva complessivamente la cultura delle reti e la sua diffusione dall’open source movement al web 2.0? Vorrei capire bene le dinamiche culturali che si innescano su larga scala, il carattere orizzontale decentralizzato interattivo inclusivo partecipativo dal basso che in qualche modo si contrappone ed entra in concorrenza con il modo di operare della democrazia rappresentativa che è basato sulla delega, sul verticalismo, sull’intermittenza della consultazione popolare, su una gestione ‘autonoma’ della cosa pubblica da parte della classe politica ecc. Questo per capire bene le promesse di internet e rileggerle alla luce delle problematiche che lei pone nel suo libro…

  10. Anonymous, il Maggio 2nd, 2008 alle 9:22 pm, dice:

    Mi sto sempre di più convincendo che certe letture mi hanno fatto e continuano a farmi male, probabilmente quell’omone con la barba bianca (anche benkler ha la barba….ma non è ancora così famosa!)aveva ragione, devo convenire con lei Formenti.
    Però cacchio, lei ha il pepe al culo, appena la si critica esplode!

  11. Administrator, il Maggio 2nd, 2008 alle 9:43 pm, dice:

    per Alekos: accidenti, un libro solo non basta, però, se proprio dovessi sceglierne uno fra le cose più interessanti che sono appena uscite, opterei per Geert Lovink, “Zero Comments. Teoria critica di Internet” (Ed. Bruno Mondadori)
    Per Anonymous: è vero che ho il pepe al culo (e meno male, vista la loffiaggine che circola, in rete e fuori…), ma le mie reazioni non nascono da animosità nei confronti delle persone che mi criticano (chi scrive dovrebbe sempre essere contento di ricevere critiche, perché vuol dire che le sue idee non lasciano indifferenti) ma dalla passione per la materia (a proposito sempre evviva per l’omone dalla barba bianca che non è mai stato così attuale come oggi…)

  12. Alekos, il Maggio 3rd, 2008 alle 8:26 pm, dice:

    Evviva Babbo Natale allora! oppure ho frainteso??…a parte gli scherzi, come diceva quel tale coi baffi ‘State attenti che non vi crolli addosso una statua!’

  13. Alekos, il Maggio 3rd, 2008 alle 8:29 pm, dice:

    Ah grazie per Lovink

  14. Tommaso Ederoclite, il Maggio 8th, 2008 alle 9:54 am, dice:

    Ho appena cominciato a leggerlo, spero di avere tempo e cervello per farne una bella recensione. Appena la scrivo ti segnalo il link.

  15. Alekos, il Maggio 20th, 2008 alle 8:04 pm, dice:

    Sfogliando il sito del Berkman Center for Internet & Society (dico, mica l’università del salento!) mi è sembrato di scorgere, nella pagina dedicata al decennale del centro, le effigi di: Yahoo, Microsoft, AOL, Google, Highland Capital Partners ed altri..

    Prof. vuole dire qualcosa di sinistra (estrema) ?

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