Effetto Albemuth
Notizie, commenti, conflitti e immaginari sulla e dalla Rete
Categoria: Media. Inviato: Lunedì, 22 Ottobre, 2007.
Capita, a volte, che i titoli dei miei articoli sulla pagina “Tecnologia & Passioni” sull’inserto del lunedì del Corriere della Sera rispecchino solo in parte le idee di chi scrive. Chi abbia lavorato in un quotidiano sa perfettamente che questo non è solo normale, ma inevitabile, e che certe imprecisioni sono provocate dai ritmi infernali del lavoro di redazione (si taglia con l’accetta perché non c’è tempo per lavorare di cesello). Questa volta però, data la delicatezza dell’argomento mi preme precisare una cosa. Il pezzo Intitolato “diffamazione, anomalia di Rete”, tocca tre temi: 1) l’anonimato in Rete è sempre al servizio della libertà d’espressione? 2) che posizione prendere sulla legge sull’editoria che prevede, fra l’altro, l’equiparazione dei blogger ai direttori di testata in materia di responsabilità per eventuali reati a mezzo stampa? 3) è arrivato il momento di elaborare un codice etico di autoregolamentazione per i blogger (e non solo) come mattone di un più ampio progetto per la definzione di una “costituzione” di Internet? La risposta è sì per quest’ultima domanda, il che comporta automaticamente una risposta negativa alla prima (se c’è bisogno di autoregolamentazione vuol dire che c’è chi fa cattivo uso del mezzo) e una risposta interlocutoria alla seconda: se ci autoregolamentiamo non occorreranno leggi, in caso cointrario sarà inevitabile che prima o poi arrivino. Per i dettagli dell’argomentazione rinvio all’articolo, ma siccome il sottitolo recita “il disegno di legge sull’editoria estende all’online i reati di stampa. Male? No” vorrei precisare che io non sono favorevole alla regolamentazione per legge bensì all’autoregolamentazione, che non considero però garantita (come alcuni sostengono) dai meccanismi automatici di selezione dei contenuti attraverso la “reputazione” per cui mi rendo conto che, se non seguiremo l’incitamento di Tim O’Really (e altri), che da tempo invitano la blogosfera a dotarsi di un codice deontologico, sarà gioco forza arrendersi all’intervento governativo
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Categoria: Politica. Inviato: Venerdì, 19 Ottobre, 2007.
Schiacciato fra la necessità di finire un libro che ho promesso di consegnare entro fine mese all’editore (mancano ancora, ahimé, una marea di note e corpose revisioni ad almeno due degli undici capitoli…), le collaborazioni giornalistiche, la preparazione delle lezioni del mio corso e la pioggia di tesi di laurea che mi ha travolto in questa sessione autunnale, sto trascurando il blog e me ne scuso con i lettori (se ancora ne esistono, visto lo scarso materiale che offro loro in pasto…). Sfrutto comunque una breve pausa per postare al volo un commento su un articolo di Gaia Bottà, uscito oggi su “Punto Informatico”. A quanto pare un manipolo di furbacchioni (o si tratta solo di buontemponi?) è stato autorizzato dalla Commissione elettorale australiana a presentare una lista (Senator On-line) che chiederà il voto agli elettori chiamati a scegliere i nuovi senatori con il seguente “programma” elettorale: faremo qualsiasi cosa ci direte di fare, registrando le opinioni che ci trasmetterete attraverso i sondaggi che condurremo tramite il nostro sito…Se non è una bufala, come molti sembrano pensare, è la più incredibile idiozia politica che sia stata partorita dal miscuglio di ideologia populista, mal digerite nozioni di democrazia diretta (che è dialogo e confronto fra i cittadini, non mera registrazione di opinioni!) e altrettanto mal digerite nozioni di cultura della rete da cui ci ritroviamo sempre più sommersi. Rifiutandomi di argomentare ulteriormente in merito, mi limito a tratteggiare lo scenario tragicomico che potrebbe delinearsi, con i “senatori” di cui sopra che cambiano ogni due minuti linea (e voto) registrando in tempo reale le continue variazioni di opinione dei loro “elettori”…
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Categoria: Politica. Inviato: Sabato, 6 Ottobre, 2007.
Come ogni leader populista, Grillo, se vuole mantenere e rafforzare il proprio carisma, deve “corteggiare” continuamente i propri fedeli intuendone e inseguendone ogni umore e inclinazione: non solo l’indignazione contro la “casta” dei politici (che consente di reclutare fan a sinistra) ma anche l’odio razzista e forcaiolo contro gli immigrati che esalta i fan di destra, o ex di sinistra, come si definisce l’autore del proclama anti rom rilanciato sul sito del nostro…Leggetelo attentamente e medidate, cari supporter di sinistra di Grillo, e meditate anche sul sinistro echeggiare di quel titolo (”I confini sconsacrati”) che, come il ripetuto appello (”Italianiii”) dei comizi grilleschi richiama quelli di un altro signore (anche lui ex di sinistra) finito appeso a piazzale Loreto sessant’anni fa…
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