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Commenti ( 1 ) Il blogging come fede religiosa

La blogosfera sta esplodendo in una miriade di pratiche di comunicazione che, in molti casi, hanno poco o nulla da spartire le une con le altre, al punto che non ha letteralmente più senso - se mai ne ha avuto - considerare il blog come un medium sui generis, ma sarebbe più corretto riferirsi ai Content Management System come a una piattaforma tecnologica su cui “girano” una galassia di media differenti. Tutto ciò non impedisce tuttavia ai sacerdoti della blogosfera made in Italy di continuare a celebrare i rituali di una fede religiosa in cui il mondo si divide fra “veri” blogger (il bene) e “falsi” blogger (leggi i “vecchi” giornalisti travestiti da blogger - ovverossia il male). Un esempio? Su Punto Informatico di oggi, Massimo Mantellini interviene sulla vicenda Endgadget. Come molti di voi sapranno, il noto blog tecnologico ha pubblicato una notizia (poi rivelatasi infondata) in merito a presunti ritardi nella commercializzazione dell’iPhone e nel rilascio del sistema operativo Leopard, notizia che ha provocato un momentaneo ribasso delle azioni Apple (poi risalite dopo una smentita ufficiale dell’azienda). Commenta Mantellini: 1) Engadget non è un blog nel senso convenzionale del termine ma un sito che, sfruttando la tecnologia del blog, ha acquisito la fiducia dei lettori in tempi assai più rapidi di quanto avrebbe potuto fare un media tradizionale (e fin qui perfettamente d’accordo) 2) non sarebbe allora il caso che adottasse i tradizionali criteri di verifica della notizia, anche se “il giornalismo di una volta” è a sua volta caduto (verissimo!) in infortuni del genere? 3) No, perché in un ambiente informativo in cui tutto viaggia alla velocità della luce le vere garanzie non possono più arrivare da verifiche e autorevolezza, ma coincidono con l’interazione e la reputazione, due dispositivi di “correzione automatica” che consentono di affermare che l’informazione di oggi è comunque migliore di quella di ieri. Ma questa è appunto una delle affermazioni “fideistiche” di cui sopra. L’informazione di oggi non è migliore né peggiore di quella di ieri, è solo infinitamente più complessa. E a fronte di tale complessità non esistono garanzie automatiche di sorta: la reputazione non è misura “oggettiva” dell’attendibilità di una fonte ma è il prodotto di meccanismi socioculturali di selezione non meno influenzati da pregiudizi ideologici ed equilibri di mercato della “vecchia” autorevolezza. E ciò detto, ogni medium (vecchio o nuovo che sia) che conquisti una influenza paragonabile a quella di Engadget si carica di responsabilità che impongono di verificare con estrema attenzione quanto pubblica (mentre i presunti correttivi automatici non forniscono alibi sugli eventuali danni provocati).

Un Commento a “Il blogging come fede religiosa”

  1. Mushin, il Maggio 21st, 2007 alle 5:17 pm, dice:

    L’ennesimo esempio che i cultori delle rivoluzioni (in questo caso: informatica) dovrebbero essere meno avventati, perché il nuovo si mescola al vecchio. Più informazioni non vuol necessariamente dire migliore conoscenza, e maggiore capacità di comunicare non sempre significa maggiore propensione alla verifica critica. Bel blog.

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