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Effetto Albemuth

Notizie, commenti, conflitti e immaginari sulla e dalla Rete

Commenti ( ) Felicità e mercato

Auguri a tutti i lettori e arrivederci nel 2007. Ma prima di regalare al mio blog qualche giorno di meritato riposo, ecco quest’ultimo post di argomento assai poco natalizio. Sull’ultimo numero dell’Economist, leggo un lungo servizio (disponibile anche on line) dedicato al tema del rapporto fra mercato e felicità. Una svolta “umanistica” di uno dei più autorevoli monumenti mediatici della cultura neoliberista?

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Commenti ( ) Di Pietro all’avanguardia? Non esageriamo

“Credo che fra breve Antonio entrerà ad essere studiato nelle università dove si analizzano i fenomeni mediatici”: così si esprime un fan del ministro Di Pietro in un post citato da Punto Informatico. A suscitare tanto entusiasmo un’iniziativa del ministro che ha pubblicato su You Tube un video in cui comunica ai cittadini le ragioni di alcune sue scelte politiche. A parte il fatto che Di Pietro non è, per fortuna, il solo politico italiano che si dimostri disponibile all’uso delle opportunità del Web 2.0, mi sembra francamente eccessiva l’euforia innescata dall’evento. In primo luogo, non mi sembra che il fatto di avere “postato” il video ” sul celeberrimo network, “senza commenti o comunicati stampa” contempli di per sé un salto qualitativo in termini di “trasparenza dell’azione di Governo” o in termini di democratizzazione del rapporto fra governanti e governati: il medium è nuovo, ma la logica continua a essere quella vecchia (neo broadcast) dell’adesso vi spiego meglio quello che noi stiamo facendo per voi. Insomma modernizzazione (che nel disperante contesto italico - vedi i recenti dati Istat - è sicuramente già qualcosa) più che democratizzazione; perciò, almeno per il momento, non imporrò ai miei studenti di Scienze della Comunicazione di studiare il “caso Di Pietro”…


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Commenti ( 3 ) Eccesso di euforia

A quanto pare, la copertina di Time con il grande You che campeggia su uno schermo di computer (a simboleggiare l’elezione a personaggio dell’anno del trionfante, ancorchè anonimo, netizen distributore di contenuti autoprodotti) ha mandato in brodo di giuggiole molti esponenti del Popolo della Rete, che si sono precipitati a celebrare il “trionfo”: “finalmente anche la grande stampa ne prende atto, il potere è in mano nostra”. Per quanto mi riguarda, quella copertina mi induce a fare il ragionamento opposto: non, se lo ammette il “Time” vuol dire che è proprio vero, bensì proprio perché lo dice il ”Time” mi domando che fine sta facendo l’utopia della democratizzazione della comunicazione…

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Commenti ( ) Skype ci farà tutti poliziotti?

Leggo su “Punto informatico” di oggi la notizia di un delirante applicativo che Skype starebbe meditando di integrare nella sua piattaforma VoIP. Si tratta, niente di meno, di una “macchina della verità” in grado di stabilire, attraverso l’analisi della voce dell’interlocutore con cui stiamo conversando, se costui è sincero o sta mentendo. L’ideologia della trasparenza ad ogni costo che da qualche tempo ammorba la cultura del Web, ha dunque partorito un nuovo mostro, minacciando di farci compiere un ulteriore passo verso quella cancellazione totale del confine fra pubblico e privato che, oltre a distruggere le radici stesse del diritto alla privacy, rappresenta il presupposto di un ulteriore imbarbarimento delle relazioni sociali. Se dovessimo ragionare sulle presunte basi scientifiche della tecnologia in questione (le macchine della verità della polizia si sono spesso rivelate inattendibili), e sull’ovvia verità che una certa percentuale di “bugie” e di omissioni è parte costitutiva (come ci insegnano psicologia, semiotica, linguistica e quant’altro) di qualsiasi conversazione, ci sarebbe solo da sorridere. Quello che invece non fa sorridere è questa interpretazione del principio di “democratizzazione” della tecnologia, che consiste nell’offrire a tutti l’opportunità di indossare i panni del poliziotto. Se la faccenda non dovesse rivelarsi una bufala, e se Skype decidesse davvero di adottare il Lie Detector sviluppato da BATM-Telco Systems, varebbe davvero la pena di prendere in considerazione la possibilità di organizzare una campagna di boicottaggio.


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Commenti ( ) Invito all’impegno per i blogger

Ricevo da Lele Dainesi, la segnalazione di un’iniziativa presentata a conclusione della conferenza parigina di LeWeb3 : è nato il movimento BloggersForBetterWorld che ci invita tutti a contribuire con almeno un post alla settimana sui vari temi di responsabilità sociale che verranno ospitati dal sito.  


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Commenti ( ) Pirati: corteo in miniatura

Leggo, su “Punto Informatico” di oggi, le dichiarazioni dei protagonisti della manifestazione contro la Legge Urbani che si è tenuta il 10 dicembre a Milano (sulla pagina di Punto Informatico si può anche vedere il video dell’evento, organizzato da Scambio Etico). Il tono generale mi sembra ottimista e soddisfatto. Personalmente, invece, non nascondo di provare una certa delusione per le striminzite proporzioni numeriche (una cinquantina di persone!) di quello che a malapena può essere definito un “corteo”. La scarsa capacità dei nostri attivisti online di trasferire dalla piazza virtuale alla piazza reale le loro iniziative di mobilitazione continua a sembrarmi un problema assai grave. Sarò anche un nostalgico delle adunate oceaniche dei movimenti (e non mi riferisco solo a quelli degli anni 60 e 70: l’adunata dei social forum a Genova mobilitò centinaia di migliaia di persone), ma continuo a credere che il cosiddetto Popolo della Rete, finché non riuscirà a “incarnare” i suoi umori in “veri” cortei, non riuscirà a farli pesare nell’agone politico.


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Commenti ( 2 ) Scambio etico polemizza con Grillo

Ricevo da Scambio etico copia della lettera aperta che l’associazione ha indirizzato allo staff del blog di Beppe Grillo. Oggetto del contendere la mancata segnalazione da parte del blog della manifestazione che Scambio etico ed altre associazioni hanno indetto a Milano, per il prossimo 10 dicembre, contro la Legge Urbani. Nella lettera vengono evocate precedenti polemiche relative a una ingiunzione del blog di Grillo a Scambio etico, con richiesta di togliere dal sito il video di uno spettacolo del comico. Insomma: i rapporti fra Grillo e alcune sezioni del Popolo della Rete continuano a oscillare fra amore e odio, a conferma della difficoltà di conciliare la logica “neobroadcast” dell’esperimento Grillo con quella dei tanti circuiti orizzontali che si intrecciano in Internet


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Commenti ( 4 ) Le massaie non amano Internet

Impressioni a caldo sul talk show (la trasmissione era Cominciamo bene di Rai Tre, nella sezione condotta dalla coppia Fabrizio Frizzi ed Elsa Di Gati) a cui ho partecipato questa mattina, assieme all’amministratore di Microsoft Marco Comastri, al presidente del Garante della Privacy Francesco Pizzetti e alla portavoce dell’Associazione Italiana Genitori Stefania Ciulli. L’argomento, manco a dirlo, i rischi e le minacce della Rete per i minorenni. Fra telefonate accorate, l’orrore di due attempati navigatori, tali Dino e Ivana, presenti in studio e incaricati di trovare esempi di tutte le cose spaventose che allignano nel Web, si è dipanato l’inevitabile repertorio di luoghi comuni contro cui non sono serviti i nostri interventi (sia pure assai diversi) in veste di “difensori d’ufficio”: all’immancabile sondaggio - in cui veniva chiesto (sic) di rispondere se Internet è più un aiuto o un pericolo - le massaie che rappresentano una secca maggioranza dell’audience in quella fascia oraria hanno votato compatte (79% contro 21%) per il pericolo. 

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Commenti ( ) Modello Finlandia

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A qualche anno di distanza dalla pubblicazione di Galassia Internet, Manuel Castells torna a stimolare la nostra capacità di riflettere sui grandi temi della globalizzazione e della società informazionale in un libro scritto a quattro mani con Pekka Himanen, il giovane studioso finlandese che ricordiamo autore de L’etica hacker e lo spirito dell’informazione. Il volume, dal titolo “Società dell’informazione e Welfare State” (sottotitolo “La lezione della competitività finlandese”), è stato appena pubblicato in edizione italiana da Guerini e Associati e rappresenta un interessante (quanto politicamente meritevole) tentativo di rovesciare il luogo comune secondo cui, nel contesto della Nuova Economia, l’unica via per garantire la competitività di un Paese consiste nello smantellarne quanto più rapidamente e radicalmente possibile le istituzioni dello stato sociale.

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Commenti ( ) Grazie Antonio, grazie Domenico

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Grazie di cuore ad Antonio Caronia e Domenico Gallo per avere regalato a me e a tutti gli altri appassionati di Philip K. Dick questo utilissimo strumento critico. Sto ovviamente parlando di “Philip K. Dick. La macchina della paranoia. Enciclopedia dickiana”, da poco uscito per i tipi di X book 350 fitte pagine che gli addetti ai lavori americani avrebbero chiamato the ultimate book about Philip Dick (come dire: il lavoro “definitivo” su Philip Dick). Come altro definire un volume che raccoglie 1) 80 pagine di biografia (di Domenico Gallo), 2) 170 pagine di lessico (una quarantina di lemmi di Antonio Caronia, con contributi di Umberto Rossi e Gianni Canova) 3) 100 p?

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