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Effetto Albemuth

Notizie, commenti, conflitti e immaginari sulla e dalla Rete

Commenti ( ) Internet rallenta (e il divario accelera)

Secondo un’indagine globale (12 i paesi coinvolti) realizzata da Ipsos , il ritmo di crescita annuale delle connessioni a Internet sarebbe letteralmente crollato nel 2005: solo il 5% di cittadini della rete in più, a fronte del 20% nel 2004. Se il dato è attendibile, ciò significherebbe che l’espansione del nuovo media si sta rapidamente avvicinando alla sommità della curva ad esse (il grafico che evidenzia l’alternarsi di lenta crescita iniziale, fase di diffusione esplosiva, saturazione e rallentamento) che aveva a suo tempo caratterizzato la diffusione di altri mezzi di comunicazione come radio, telefono e televisione. Una saturazione che, ove la tendenza trovasse conferma, starebbe arrivando prematuramente, a sancire un preoccupante digital divide fra connessi e non connessi, visto che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale fa ancora parte della seconda categoria. Una prospettiva resa ancora più inquietante dal fatto che, come evidenzia la sociologa Laura Sartori nel libro “Il divario digitale. Internet e le nuove disuguaglianze sociali” (appena uscito per i tipi de il Mulino), la sfida del divide non potrebbe dirsi risolta nemmeno dopo la chiusura della forbice fra haves e haves not, in quanto la ricerca empirica ha dimostrato che permangono (né tendono ad attenuarsi) forti differenze fra connessi in merito alle modalità di utilizzo del mezzo. Le differenze di reddito, di livello di istruzione, di età, di genere, di appartenenza etnica e geografica tendono infatti a riservare gli usi più “ricchi” della rete agli strati privilegiati, per cui le differenze sociali che caratterizzano il mondo offline risulterebbero ulteriormente esaltate nel mondo online. Smentendo clamorosamente la tesi della “normalizzazione” (secondo cui, a mano a mano che i costi delle nuove tecnologie calano e il loro uso si semplifica, tutti finiranno per adottarle e goderne i benefici), queste ricerche dimostrano che non basta affatto “lasciar fare al mercato” per risolvere il digital divide, ma che solo vigorose azioni politiche coordinate a livello globale potranno garantire prima l’accesso universale, poi la diffusione dei mezzi e delle competenze indispensabili per cogliere le opportunità dischiuse dall’accesso.


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Commenti ( ) Idee per il dopo Berlusconi

Sull’onda del dibattito innescato dal film di Nanni Moretti, il blog Terra del mattino lancia un provocatorio e scherzoso “concorso di idee” per risolvere il problema della “rottamazione politica” del Cavaliere: che faremo di lui e del suo partito se riusciremo a mandarli finalmente a casa? Condizioni preliminari: le proposte non dovrebbero gravare sulla spesa pubblica né ,ovviamente, prospettare “soluzioni finali”


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Commenti ( ) Brevetti: una proposta di approfondimento

Refrattario a prese di posizione ideologiche, Alfonso Fuggetta, reduce da una riunione a Bruxelles sul tema dei brevetti software, prova ad articolare (sulle pagine del suo blog) un elenco dettagliato e ragionato degli argomenti a favore e contro l’estensione di questa forma di tutela della proprietà intellettuale ai programmi per computer. Ne emerge un quadro che - fatte salve alcune eccezioni - liquida l’idea in modo non meno radicale (proprio perché non motivato da pregiudiziali ideologiche) di quello delle prese di posizione della comunità del software open source.


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Commenti ( ) Riparte Information Guerrilla

Mentre mi scuso con i lettori per la saltuarietà con cui da qualche settimana aggiorno il blog (problema che continuerà per almeno un mese, a causa di una serie di problemi personali), mi fa piacere dedicare uno dei rari interventi che riesco postare alla notizia del ritorno on line di Information Guerilla, dopo una lunga e sofferta pausa, la webzine di controinformazione torna con un sito completamente rinnovato e la promessa di aggiornamenti quotidiani


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Commenti ( 1 ) Un freno ai brevetti dalla Corte Suprema Usa?

Dall’America arriva una notizia fondamentale: la Corte Suprema ha accettato (è la prima volta che succede nell’ultimo quarto di secolo) di esaminare un caso in cui si discute in merito a quali invenzioni e/o scoperte possano essere brevettate. L’oggetto del contendere è un test diagnostico per appurare l’esistenza di un certo tipo di deficienza vitaminica. La società LabCorp è stata accusata di violazione di brevetto per avere adottato una metodologia diagnostica alternativa rispetto a quella sviluppata (e brevettata) dalla società Competitive Technologies. I termini della questione, giuridicamente assai complessi, si riferiscono al fatto se anche solo l’adozione di metodologie “analoghe” a quelle brevettate costituisca violazione delle leggi sulla proprietà intellettuale. La decisione della Corte potrebbe avere influenza decisiva sulla sorte di migliaia di altri brevetti (soprattutto nel settore della ricerca medica e della genetica). Da un lato gli interessi delle imprese biotech, dall’altro quelli della salute dei cittadini (molte associazioni mediche si sono schierate con la LabCorp, sostenendo che le conseguenze di una decisione a favore della brevettabilità sarebbe devastante per il loro pazienti). Vedremo se i giudici sapranno decidere senza subire la pressione delle lobby.


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Commenti ( ) La neutralità della Rete non piace alle lobby

Un mese fa avevo segnalato la minaccia incombente sul principio di neutralità della Rete: i gestori di rete americani cercano di convincere la Federal Communication Commission a permettere lo “splittamento” di Internet in due ambienti, il primo ad alta velocità (e a caro prezzo) per veicolare i contenuti di interesse commerciale, il secondo “di serie B” per distribuire conoscenze, servizi e informazioni ”privi di valore” (in senso economico, ovviamente). Più recentemente avevo tirato un sospiro di sollievo alla notizia che il Senato Usa sembrava orientato a bloccare l’iniziativa varando un Internet Non Discrimination Act che vieterebbe la vendita di accessi privilegiati ai distributori di contenuti a valore aggiunto. Oggi la nuova doccia fredda: secondo quanto scrive un articolo di “Punto Informatico”, il capo della comissione parlamentare delle telecomunicazioni Ted Stevens avrebbe ammesso che il numero dei parlamentari americani che si defilano dal progetto e, sedotti dalle sirene dei grandi gestori di rete, si convertono all’idea di una Internet a due velocità, è in rapido aumento. Sempre Punto Informatico segnala che anche in Italia, “si comincia a parlare” di un tema che - guarda caso- sembra stare molto a cuore a Telecom Italia…


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Commenti ( ) Benvenuto Vincenzo

“Penso che sia un’ottima idea quella di raggruppare i blog degli studenti. Sarebbe molto bello creare una specie di community del nostro corso, in modo che gli studenti possano conoscersi anche tramite Internet e tenersi in contatto”: con questa suggestione Vincenzo Pranzo , studente del secondo anno di Scienze della Comunicazione , mi comunica di avere aderito all’invito di sviluppare un blog come forma di esercitazione pratica integrativa ai temi del mio corso di quest’anno. Nel dargli il benvenuto (trovate il link nella sezione “I blog dei miei studenti”), giro la sua proposta all’attenzione degli altri studenti…


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Commenti ( ) 1997: il dibattito sulla neutralità della Rete era già iniziato

Invito tutti a leggere un articolo del 1997 che Alfonso Fugetta ha ri-postato sul suo blog, al fine di dimostrare come le riflessioni attorno al tema della neutralità della Rete e alle implicazioni di tale principio, sia in termini di diritto universale all’accesso, sia in termini di regolazione politica dei rapporti di forza fra gestori di rete e fornitori di contenuti - argomento di cui mi sono a mia volta occupato in occasioni assai più recenti - possano essere fatte risalire a quasi dieci anni fa. Leggere per credere.


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Commenti ( ) Confronto su GPL e DRM a Torino

Della nuova versione della licenza GPL, e soprattutto delle polemiche che ha scatenato fra i “puristi” del free software e l’ala più aperta al mondo del business (Linus Torvalds in testa), si parlerà il 18 marzo a Torino (nell’Aula Magna del Politecnico). Di tutto rispetto il campo dei partecipanti: dal mitico fondatore del movimento del Free Software, Richard Stallman, al professor Angelo Raffaele Meo (di cui è appena uscito il libro, scritto a quattro mani con  la sociologa Mariella Berra ”Libertà di software, hardware e conoscenza”, per i tipi di Bollati Boringhieri), ad Arturo Di Corinto (che ha curato a sua volta il recente “Revolution OS II”, con interviste allo stesso Stallman e altri, Apogeo editore), per finire con il presidente della Free Software Foundation, Stefano Maffulli. E’ presumibile che uno dei temi di fondo affrontati nell’occasione sarà la posizione da assumere nei confronti delle tecnologie DRM: com’è noto, i ”padri” del free software considerano queste tecnologie come il tentativo da parte dell’industria hi tech, in combutta con l’industria culturale, di istaurare un ferreo controllo sui contenuti e sugli stesse modalità di consumo degli utenti, mentre Linus Torwalds, in una controversa intervista a Forbes, ha espresso posizioni decisamente più moderate. Sul suo sito, Maffulli anticipa le critiche che rivolgerà nei confronti delle posizioni alla Torwalds in occasione dell’incontro torinese.


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Commenti ( 2 ) Il tradimento è ora completo

Nel posting di ieri avevo gridato al tradimento per la sentenza della Cassazione francese che riconosce ai discografici il diritto di inserire tecnologie anticopia nei CD, espropriando i consumatori del diritto alla copia privata. Oggi, leggendo Punto Informatico, apprendo che il tradimento è completo: il Governo francese, cedendo alle lusinghe delle lobby dell’industria culturale, ha definitivamente accantonato il progetto di legge che avrebbe legalizzato il file sharing…i crociati del copyright hanno messo un’altra bandierina sul mappamondo che documenta la loro inesorabile avanzata.


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