Effetto Albemuth
Notizie, commenti, conflitti e immaginari sulla e dalla Rete
Categoria: Segnalazioni. Inviato: Martedì, 28 Febbraio, 2006.
L’amico Fuggetta minaccia di pubblicare sul suo sito - in forma di libro online sotto Creative Commons- una raccolta dei suoi articoli sui temi dell’innovazione. Trovando molto stimolante ciò che pensa e dice, non posso che incoraggiarlo a mettere in atto la minaccia. Nel contempo chiedo ai superesperti in materia di maneggi Siae di aiutarlo a risolvere il dubbio che solleva nel suo post: per rendere liberamente scaricabile l’oggetto in questione, è tenuto o no a sottostare alle orride disposizioni della Legge Urbani in materia di “bollino virtuale”?
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Categoria: Politica. Inviato: Martedì, 28 Febbraio, 2006.
Dal blog Terra del mattino arriva un invito rivolto a tutti i blogger “unionisti”: aprire una sorta di “comunicazione interna per scambiare informazioni su tre punti: raccogliere i giudizi dei frequentatori di ogni singolo blog 1) sulla campagna elettorale, 2) sulle strategie comunicative di Prodi, 3) indire una sorta di autocensimento sulla categoria sociale di riferimento dei lettori. Sempre Terra del mattino lancia alcuni sondaggi a cui si può partecipare visitando il sito. Data la difficoltà di aggiornamento che incontro negli ultimi giorni, mi limito a segnalare l’iniziativa e invitare i lettori interessati a partecipare, senza garantire la mia capacità di trasformare Effetto Albemuth in un “nodo” operativo della campagna.
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Categoria: Economia. Inviato: Sabato, 25 Febbraio, 2006.
La nuove tecnologie? Invece di aumentare la produttività la abbassano. Questa, almeno, è la tesi che emerge da un sondaggio che la società Day Timer ha condotto su un campione di mille lavoratori americani. Segnalando la notizia, Wired News riporta alcuni dati interessanti (per esempio: mentre l’anno scorso l’82% degli intervistati aveva detto di riuscire a portare a termine almeno la metà dei compiti pianificati quotidianamente, quest’anno questa percentuale è crollata al 50%). Sotto accusa la dispersione di energie e lo stress provocati dalla sensazione di essere connessi 24 ore su 24 attraverso Internet, cellulari e altri mezzi di comunicazione. Una condizione che induce a intraprendere diversi lavori contemporaneamente (quello che viene comunemente chiamato multitasking) senza riuscire a finirne veramente nessuno. Non meno tragici gli effetti del crollo verticale della capacità di concentrazione denunciato dai lavoratori “always on”. Insomma: la sensazione più diffusa pare essere quella di pestare l’acqua nel mortaio, sprecando un sacco di energie senza concludere nulla, o per dirla con uno slogan: chi più lavora meno lavora.
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Categoria: Privacy. Inviato: Sabato, 25 Febbraio, 2006.
Secondo il New York Times, la sempre più potente (grazie all’allargamento di attribuzioni seguito all’11 settembre 2001) National Security Agency starebbe scandagliando il mercato di Silicon Valley in cerca di nuove tecnologie per ampliare il suo già poderoso arsenale di strumenti di data mining. La notizia ha messo in allarme le associazioni americane per la tutela della privacy, che non riescono a far fronte all’ininterrotto flusso di violazioni dei diritti civili alimentato dalla politica dell’amministrazione Bush. L’obiettivo ottimale della NSA, per restare in clima “dickiano” (vedi il post qui sotto), sembra essere quello di colpire criminali e terroristi prima che commettano i loro reati, il che, come accadeva appunto in Minority Report, significa sparare indiscriminatamente nel mucchio colpendo molti innocenti
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Categoria: Cultura. Inviato: Sabato, 25 Febbraio, 2006.
Dopo Blade Runner, Total Recall, Minority Report e altre imprese minori, Hollywood si prepara a portare sullo schermo un altro capolavoro di Philip Dick, trasformando in film quel tormentato, delirante e geniale apologo sugli stati di coscienza alterati dalle droghe allucinogene che è A Scanner Darkly. Ma a quanto pare il regista Richard Linklater sta incontrando notevoli difficoltà tecniche nel completare il suo ambizioso progetto, che consiste nel realizzare una pellicola di animazione con protagonisti “virtuali” che riproducono le fattezze di Keanu Reeves e altri grandi attori. Pare che i “simulacri” in questione - non a caso parliamo di un’opera di Dick! - si siano rivelati piuttosto intrattabili, per cui il film, previsto per la fine del 2005, uscirà molto più tardi. Tutte le notizie in merito in un lungo articolo su Wired News.
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Categoria: Politica. Inviato: Mercoledì, 15 Febbraio, 2006.
Continua, martellante, la campagna di Washington contro i gravi compromessi in materia di libertà civili che imprese come Google, Yahoo!, Microsoft e Cisco stanno accettando con il governo cinese, pur di mettere piede nell’immenso mercato asiatico. Secondo un articolo del “New York Times”, al Senato Usa si parla addirittura di introdurre una legge che renderebbe illegale, per le imprese americane, lo sviluppo di tecnologie atte a “filtrare” contenuti non graditi ai governi totalitari. Molto bene, verrebbe da dire, ma subito dopo verrebbe anche da aggiungere: da che pulpito viene la predica…La sensazione è che le - più che giustificate - censure ai comportamenti opportunistici di certe grandi imprese servano anche a distrarre l’attenzione dei cittadini americani nei cofronti dei pesanti abusi in materia di privacy ai quali - grazie ad aberranti provvedimenti legislativi come il famigerato Patriot Act - loro stessi vengono quotidianemente sottoposti da parte dell’amministrazione in carica. Violazioni talmente aliene alla tradizione liberal democratica americana da strappare a Richard Stallman - in una intervista pubblicata oggi da “Punto Informatico” - parole forti come: “Bush e soci hanno calpestato i diritti civili di migliaia di cittadini, spiandoli e monitorandoli, in modo totalmente arbitrario. Tutti gli uomini di buona volontà dovrebbero pensarci bene, prima di collaborare in qualsiasi modo con questo regime, questa combriccola di criminali”.
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Categoria: Copyright. Inviato: Venerdì, 10 Febbraio, 2006.
Evviva la Francia! E’ il caso di gridarlo a pieni polmoni dopo la sentenza con cui un tribunale francese ha mandato assolto un cittadino accusato di aver scaricato 1200 file “illegali” dalla Rete, con la motivazione che il presunto “reo” di lesa proprietà intellettuale aveva fatto un uso rigorosamente personale della “refurtiva” . E in attesa di poterlo gridare ancora più forte - ove mai il Parlamento transalpino dovesse approvare la legge di cui ho parlato alcuni giorni fa (provvedimento che porterebbe a una legalizzazione di fatto delle pratiche di file sharing) - rinfranchiamoci il cuore e lo spirito leggendo il testo del dispositivo della sentenza.
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Categoria: Politica. Inviato: Giovedì, 9 Febbraio, 2006.
Il senatore Fiorello Cortiana è uno dei pochissimi uomini politici italiani che si impegna senza riserve nelle battaglie per sostenere le libertà civili in Rete, per promuovere le tecnologie di cooperazione come il software open source, per sfruttare appieno il potenziale di partecipazione democratica delle nuove tecnologie di comunicazione e per difendere ii diritti degli utenti consumatori contro le pretese dei crociati del copyright. E’ anche e soprattutto uno dei pochissimi uomin i politici italiani che si informa dei problemi del popolo della Rete e che ne capisce qualcosa. Ecco perché, avendo appreso che rischia di non essere ricandidato dai Verdi alle prossime elezioni (il ritorno al proporzionale significa anche ritorno alle vecchie logiche spartitorie interne ai partiti, del tutto estranee ai bisogni e alle esigenze dei cittadini-elettori) sottoscrivo senza esitazioni (e invito i miei lettori a sottoscrivere) l’appello in favore della sua ricandidatura.
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Categoria: Scenari internazionali. Inviato: Martedì, 7 Febbraio, 2006.
Immaginate se le compagnie di elettricità venissero messe in condizione di pretendere che imprese come Sony o Black & Decker sborsino una percentuale sulla vendita dei propri prodotti per “rimborsare” l’uso che questi ultimi fanno di energia elettrica. Vi sembra una follia? Naturalmente avete ragione , ma secondo il dettagliato dossier pubblicato da Freepress questo è esattamente quello che sta per succedere a Internet, nel senso che le grandi imprese che gestiscono infrastrutture di rete (via cavo, telefono, fibra ottica o altro) si preparano a esigere dai produttori di contenuti una “tangente” su quanto circola attraverso i loro “tubi”. Sovvertendo il principio di neutralità della Rete, che ha fin qui stabilito che tutti gli utenti hanno le stesse opportunità di accedere a qualsiasi contenuto o servizio e di usufruire di qualsiasi applicazione (motori di ricerca, blog, servizi di file sharing, Voip, ecc), le grandi telecom vorrebbero passare a una Rete a “due velocità”: velocissima quella che veicola i loro contenuti e servizi premium (ovviamente a pagamento), lenta anzi lentissima quella che veicola contenuti e servizi free. Fantasie paranoiche? Mica tanto: le lobby sono al lavoro e trovano orecchie sensibili fra i rappresentanti di Washington e i membri della ultraliberista Federal Communication Commission . Ecco perché Freepress e organizzazioni dei consumatori si stanno mobilitando per contrastare un disegno che significherebbe la fine di Internet così come l’abbiamo finora conosciuta. Cerchiamo di tenere gli occhi aperti anche noi europei.
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Categoria: Generale, Tecnologia. Inviato: Martedì, 7 Febbraio, 2006.
Ignoro se la cosa sia legale (in tempi come quelli in cui stiamo vivendo, dove quando c’è di mezzo il copyright anche respirare è reato, non è mai facile appurarlo), ma conto sul fatto che si tratta di un’informazione pubblica, apparsa sulle pagine dell’autorevole Wired: in un articolo firmato da un certo Eliot Van Buskirk si descrive dettagliatamente come ricavare una suoneria per il proprio cellulare dal brano preferito. Se già si possiede il Cd (o il file mp3) del pezzo non è necessario “ricomprarlo” da uno dei tanti siti che smerciano suonerie a prezzi esorbitanti: basta disporre di un cellulare che supporti suonerie mp3, un dispotitivo (USB o altro) per trasferire la suoneria dal PC al cellulare, un software adatto alla bisogna. Leggere per credere.
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