Effetto Albemuth
Notizie, commenti, conflitti e immaginari sulla e dalla Rete
Categoria: Politica. Inviato: Sabato, 3 Maggio, 2008.
Ieri un giornalista di Libero mi ha intervistato sul caso dei redditi messi on line dall’Agenzia delle entrate. Non mi pare che il pezzo sia ancora uscito, in ogni caso anticipo l’essenza di quanto ho detto. L’intervistatore cercava di farmi ammettere che ormai qualsiasi pretesa di difendere la privacy appare spuntata di fronte alla tecnologia (a poco è servito lo stop del Garante, visto che in un battibaleno i dati erano stati scaricati, copiati e messi in circolazione sulle reti p2p dove nessuno riuscirà più a controllarli). Dopo avere obiettato che la “rapidità” della tecnica non è mai un buon argomento per negare la necessità di tutelare principi che si ritengono irrinunciabili (il fatto che, grazie a Internet, le imprese riescano ad aggirare i divieti di svolgere indagini sulle opinioni politiche o le affiliazioni sindacali dei dipendenti non è una ragione sufficiente per abolire lo Statuto dei lavoratori), ho tentato di spostare il discorso sulla specificità del caso in questione e sul suo significato politico. Come in molti hanno già fatto osservare (vedi, fra gli altri, gli articoli di Pier Luigi Tolardo su Zeus News , l’argomento secondo cui la pubblicazione offrirebbe strumenti alla mafia per progettare sequestri e ricatti è assolutamente ridicolo: si tratta di dati già pubblicamente accessibili e la mafia non ha certo bisogno di ricorrere all’Agenzia delle entrate per ottenere le informazioni che le servono. L’urlo di dolore che si è improvvisamente levato da parte di manager, imprenditori e professionisiti che se ne sono sempre ampiamente impipati della privacy nasce dalla rabbia di vedere evidenziato in quale misura si stia aprendo la forbice dei redditi fra “gente comune” e strati sociali privilegiati. Quanto alla rabbia di Grillo è sintomatica: finché è lui a mettere alla gogna la “casta” va tutto bene, quando si scopre che anche lui è parte integrante della casta (il rapporto fra potere e reddito non è affatto un tema “superato”, cari signori) che sputtana quotidianamente si diverte un po’ meno. Ma il problema non è Grillo, sono i suoi fan: leggere per credere i commenti al suo post sul caso: pochi si incazzano e rilevano le evidenti incongruenze del proprio idolo, la maggior parte non si limita a difenderlo a spada tratta - e a coprire di insulti i reprobi che si permettono di metterne in dubbio il verbo -, ma ne celebra la ricchezza in quanto segno di grazia divina, con lo stesso linguaggio con cui i fan di Berlusconi esaltano lo “psiconano” (è ricco perché è buono, furbo, bello, geniale, ecc). Insomma i populisti non sono idioti o intelligenti in base all’oggetto d’amore che scelgono, sono idioti e basta.
Categoria: Libri. Inviato: Martedì, 15 Aprile, 2008.
Il titolo del mio nuovo libro (Cybersoviet. Utopie postdemocratiche e nuovi media”) rischia di suonare ancora più provocatorio di quando è stato concepito, dopo l’esito elettorale di ieri, che ha visto la sinistra radicale sparire dalle istituzioni rappresentative della nostra repubblica. Meglio così: alla sfida al senso comune liberal-liberista (se possibile ancora più dilagante nell’era di Veltrusconi), si aggiunge la sfida a una cultura di sinistra incapace tanto di rinnovarsi quanto di onorare la propria vocazione storica. Il libro, che completa una sorta di triologia iniziata con “Incantati dalla Rete” e proseguita con “Mercanti di futuro” (dedicati, rispettivamente, all’antropologia di Internet e alla Net Economy), abbozza una teoria delle trasformazioni dello spazio pubblico indotte dai nuovi media e delle loro conseguenze politiche, concentrando l’attenzione in primo luogo sulle analogie fra forme storiche della democrazia diretta ed esperimenti di partecipazione democratica attraverso la Rete (quelli che chiamo appunto cybersoviet). A pubblicarlo è l’editore Raffaello Cortina, che dovrebbe metterlo in distribuzione entro la fine di questa settimana. Chi voglia saperne di più può leggersi l’Introduzione che ho appena inserito nella sezione Materiali. Oppure, se si trovasse per caso a passare da Trieste venerdì prossimo, può venire alla presentazione prevista alle 16.00 presso la libreria James Joyce della Stazione, nell’ambito del FEST, la Fiera internazionale del Libro Scientifico di Trieste. Altrimenti resta sempre l’opzione di acquistare il libro…:-)
Categoria: Politica. Inviato: Mercoledì, 2 Aprile, 2008.
Sul numero odierno di “Punto Informatico” apprendo dell’iniziativa lanciata attraverso il portale “Libreremo.org” e sponsorizzata da alcuni centri sociali napoletani: in buona sostanza si tratta di una sorta di “banchetto” per la digitalizzazione/condivisione di testi fra studenti, una mossa provocatoria in favore del diritto allo studio (si sa quanto incide il costo dei libri nel ridimensionare l’esercizio effettivo di tale diritto) e contro la logica del copyright. E’ facile prevedere che la provocazione non tarderà a innescare interventi repressivi (del resto, si immagina, ampiamente previsti se non voluti dagli stessi organizzatori). Personalmente, mi riservo di discutere pubblicamente del senso politico della vicenda il prossimo 4 aprile, cogliendo l’occasione che mi è stata offerta di partecipare, assieme ai colleghi Stefano Cristante, Arturo Di Corinto ed Eugenio Iorio, al dibattito sul tema “Per un Welfare della conoscenza e dell’innovazione”, che vedrà protagonista
l’On. Pietro Folena (candidato per la Sinistra Arcobaleno) e si terrà al Museo Castromediano di Lecce (ore 17.30).
Categoria: Polemiche. Inviato: Lunedì, 17 Marzo, 2008.
Era ora. Dopo una serie di commenti più o meno deliranti sul caso della denuncia per diffamazione del sindaco di Firenze nei confronti di Wikipedia, leggo finalmente un intervento equilibrato: mi riferisco all’articolo di Alessandro Bottoni, vice presidente del Partito Pirata, apparso oggi su Punto Informatico. Mentre invito tutti a leggere il pezzo, qui mi limito a citarne un passaggio (”Dovrebbe essere sufficiente il buon senso per capire che quando si permette ad un’altra persona di pubblicare qualcosa sulle proprie pagine ci si assume una responsabilità, morale e legale, legata a ciò che questa persona potrebbe pubblicare. La pretesa di Wikipedia di chiamarsi fuori è quindi sconcertante…”) che mi sento di sottoscrivere parola per parola; così come mi sento di sottoscrivere parola per parola i seguenti altri argomenti dell’autore dell’articolo: 1) Wikipedia non è un tatsebao (né un blog) destinato ad accogliere le opinioni “represse” dei cittadini, bensì una enciclopedia che vuole raccogliere informazioni “neutrali” (e a questo scopo si è dotata di un imponente apparato di verifica, anche se purtroppo a volte fa cilecca); 2) una persona diffamata da una pubblicazione online di grande diffusione subisce danni ancora maggiori di quelli che subirebbe da un quotidiano o un tg che pubblicasse la stessa notizia; 3) l’unico modo che gli resta per proteggersi da tale danno è ricorrere al giudice e chi critica una simile decisione in nome della libertà (quale libertà? quella di diffamare impunemente!?) è letteralmente fuori di testa. Ma di fuori di testa ce ne sono tanti: basta leggere alcuni commenti all’intervento di Bottoni.
Categoria: Cultura. Inviato: Lunedì, 17 Marzo, 2008.
Uno dei più interessanti e agguerriti progetti editoriali che la Sinistra abbia espresso negli ultimi anni, cui dobbiamo la pubblicazione di molti libri che hanno contribuito a innovare un pensiero politico che rischia di perdere la capacità d’interpretare l’attuale realtà sociale, si arricchisce di un nuovo strumento: da oggi il sito di DeriveApprodi ospita infatti un giornale online che offrirà agli utenti della Rete l’opportunità di approfondire i temi di discussione già al centro del catalogo della casa editrice. Nel primo numero, oltre all’editoriale di Lanfranco Caminiti sul caso Moro, articoli di Giorgio Falco su Padre Pio e Lia Cigarini sul postfordismo al femminile.
Categoria: Cultura. Inviato: Lunedì, 17 Marzo, 2008.
L’amico Alberto Abruzzese mi segnala una curiosa quanto stimolante iniziativa di utilizzo della Rete come strumento di mobilitazione politico-culturale sulla drammatica situazione dell’emergenza rifiuti in Campania, segnalazione che mi affretto a “girare” ai lettori del blog: sul sito Mondo Spazzatura trovate testi, foto, filmati, commenti, contributi creativi di ogni tipo da parte di intellettuali, artisti e comuni cittadini che documentano la (ed esprimono la loro indignazione in merito alla) catastrofe in atto. Non solo Napoli: come si intuisce dal titolo del sito, troverete materiali relativi ad altri luoghi del pianeta variamente coinvolti dallo tsunami monnezza.
Categoria: Privacy. Inviato: Sabato, 15 Marzo, 2008.
Fondamentale il provvedimento assunto lo scorso 13 marzo dal Garante per la Privacy: chiudendo l’istruttoria per il caso Peppermint, la società discografica che si era rivolta a dei “vigilantes digitali” svizzeri per identificare le migliaia di utenti che avevano scambiato copie non autorizzate di opere musicali, il Garante ha stabilito che l’attività svolta dalle due società (la discografica e l’informatica) è illecita, per cui ha loro imposto di distruggere i dati personali degli utenti illegalmente raccolti. Mentre rinvio, per informazioni più dettagliate sul provvedimento, al testo del comunicato stampa rilasciato dal Garante (che riproduco integralmente nella pagina interna), mi limito qui a sottolineare il fondamentale principio di civiltà giuridica che viene ribadito con questo provvedimento: la Rete non è una zona franca in cui ci si può fare giustizia da soli, ricorrendo ai servigi di “sceriffi digitali”, come facevano i capitalisti americani nell’Ottocento per “mettere in riga” i lavoratori che si ribellavano al loro potere. Con buona pace dei discografici che si lamentano che così viene loro impedito di tutelare i propri interessi, mal protetti da forze dell’ordine “inefficienti”. Continua a leggere …
Categoria: Generale. Inviato: Giovedì, 28 Febbraio, 2008.
Punto informatico segnala una interessante iniziativa americana: è stata lanciata una campagna che invita i creatori di opere dell’ingegno a diventare Intellectual Property Donor. Che significa? Si tratta di esprimere esplicitamente l’intenzione (segnalandola su un documento da portare addosso, simile a quello dei soggetti disposti a donare organi in caso di morte) di rinunciare al prolungamento del diritto d’autore (in America è di 70 anni!) sulle proprie opere dopo la morte. Così i diritti su libri, musica e quant’altro ricadrebbero nel pubblico dominio all’atto stesso della cessazione della vita dell’autore.
Categoria: Generale. Inviato: Giovedì, 28 Febbraio, 2008.
Storica sentenza della Corte Costituzionale tedesca: i massimi giudici hanno stabilito che polizia e servizi di sicurezza possono spiare nei computer dei cittadini solo in caso di comprovata minaccia e solo previa autorizzazione del giudice. L’aspetto più interessante della decisione è il riferimento al danno che deriverebbe alla normale vita sociale degli utenti della Rete dalla costante “paura di essere osservati”. In pratica è il riconoscimento della natura anticostituzionale di ogni applicazione del principio del Panopticon. Soddisfazione delle associazioni per la tutela dei diritti civili, mugugni dei servizi che, come sempre in questi casi, lamentano un indebolimento degli strumenti per contrastare il terrorismo.
Categoria: Politica. Inviato: Venerdì, 22 Febbraio, 2008.
Gli Stati Uniti, così solleciti nel denunciare la censura dei Paesi totalitari, cambiano idea non appena la libertà di informazione mette a rischio gli interessi delle grandi imprese o i panni sporchi governativi. Così un giudice americano, accogliendo le richieste di una banca delle Isole Cayman che aveva visto messi in piazza i segreti dei propri clienti evasori fiscali, ha oscurato il sito Wikileaks.org, che però appare ancora raggiungibile attraverso l’indirizzo IP o le pagine di altri paesi, specializzato nella pubblicazione di documenti relativi agli scheletri nell’armadio di corporation e governi, fatti pervenire al sito da informatori interni. Chi sia interessato a saperne di più sulla vicenda può leggere un articolo del New York Times.

