Effetto Albemuth
Notizie, commenti, conflitti e immaginari sulla e dalla Rete
Categoria: Cultura. Inviato: Domenica, 20 Luglio, 2008.
Occorreranno ben 27 pagine per contenere tutti i nomi degli autori (90.000!) del volume The One-Volume Wikipedia Encyclopedia, un’opera curata dall’editore Bertelsmann in cui verranno raccolte le 25.000 voci più “cliccate” della versione tedesca di Wikipedia. L’autore dell’articolo che il New York Times dedica oggi a questa curiosità parla di “unusual alliance” fra il mondo della conoscenza autoprodotta e quello dell’editoria tradizionale. Personalmente, ritengo che l’aspetto più interessante della faccenda sia piuttosto il fatto che essa mette in luce come la filosofia “collaborativa” che sta alla base delle produzioni culturali del web 2.0 non sia (o almeno non sia necessariamente) quella della “fine dell’autore”, ma possa anche sfociare in una ridefinzione di tale figura nonché nel riconoscimento della sua natura costituivamente sociale. Sparizione dell’autore significa negazione di qualsiasi responsabilità etica nei confronti del testo, socializzazione significa al contrario assunsione collettiva di tale responsabilità. E con questo breve commento si interrompe fino a settembre l’attività di Effetto Albemuth, un blog che, per la rarità e la tipologia dei post, somiglia sempre meno a un blog e sempre più a una vetrina in cui l’autore espone saltuariamente concetti, idee e “semilavorati” della propria attività accademica, politica e giornalistica. Buona estate a tutti.
Categoria: Cultura. Inviato: Domenica, 29 Giugno, 2008.
Mentre il Corso di Scienze della Comunicazione di Lecce continua a dibattersi nelle note difficoltà dovute, da un alto, ai vincoli burocratici imposti a livello ministeriale (che ne minacciano la stessa sopravvivenza), dall’altro alle resistenze interne all’Ateneo leccese che, almeno finora, hanno intralciato il progetto di costituzione di un intercorso/interfacoltà con l’ex Stamps, anche la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma vive momenti agitati. La decisione di eliminare dal nuovo ordinamento l’insegnamento di Antropologia culturale, oltre a suscitare una dura reazione da parte del titolare della cattedra, professor Massimo Canevacci, che ha reagito indirizzando una lettera aperta agli studenti, riapre un dibattito che interessa da vicino anche noi: Comunicazione deve trasformarsi in una sorta di scuola di “specializzazione tecnica”, il cui scopo fondamentale consisterebbe esclusivamente nel trasferire una serie di competenze professionali immediatamente spendibili (pura illusione!) sul mercato del lavoro, oppure deve restare saldamente ancorata nel più ampio contesto delle discipline umanistiche da cui è nata?
Categoria: Copyright. Inviato: Mercoledì, 25 Giugno, 2008.
Il presidente dei discografici italiani, Enzo Mazza, ben conoscendo il mio punto di vista sulle campagne della sua (e altre) associazioni contro la “pirateria digitale” (un misto di propaganda ideologica, terrorismo mediatico e pretese “educative” nei confronti delle giovani generazioni), mi ha spedito (immagino con intento fra l’ironico e il provocatorio: il personaggio, a parte il ruolo, è in fondo simpatico) un link al video di tale Kid Rock (perdonate la mia impreparazione, certamente dovuta a limiti generazionali, ma ignoro completamente chi sia costui) sul problema del download illegale di file musicali. Trattasi dell’ennesima “pippa” (che vorrebbe essere un’arguta parodia delle controculture giovanili, ma si riduce a una squallida sequela di luoghi comuni) fondata sull’equivoco: copia illegale di file = furto di oggetti fisici (ormai non ci credono più nemmeno loro, ma “ci fanno” lo stesso, per pura malafede). Chi ha stomaco forte e voglia di perdere qualche minuto può scaricare e, se lo ritiene oppotuno, postare i suoi commenti.
Categoria: Libri. Inviato: Domenica, 8 Giugno, 2008.
Fra compiti d’esame e tesi di laurea da correggere, articoli per il Corriere della Sera e presentazioni del mio nuovo libro, mi restano ben pochi momenti liberi per leggere i libri degli altri. Per fortuna ci sono i (moltissimi negli ultimi tempi) viaggi in treno che mi aiutano a ridurre (sia pure di poco) l’impressionante pila di carte in attesa di lettura che mi si è accumulata sul tavolo. Tre di queste recenti letture “da treno” meritano, a mio parere, almeno una breve segnalazione.
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Categoria: Generale. Inviato: Giovedì, 5 Giugno, 2008.
Come promesso, metto a disposizione dei lettori la registrazione del dibattito su Cybersoviet che si è tenuto l’altro giorno a Lecce, che trovate qui di seguito suddivisa in quattro file mp3. Buon ascolto a tutti: 1a.mp3 2a.mp3 3a.mp3 4a.mp3
Categoria: Generale. Inviato: Lunedì, 2 Giugno, 2008.
Dopo la presentazione di Roma, che ha visto una discussione ampia e approfondita sui temi del libro (colgo l’occasione per ringraziare Stefano Rodotà, Alfonso Gianni e Arturo Di Corinto per i loro contributi, ai quali si sono aggiunti molti stimolanti interventi del pubblico), è la volta di Lecce: domani, 3 giugno, alle ore 18, discuteremo ancora di Cybersoviet con Stefano Cristante, Angelo Semeraro e Marcello Strazzeri alla sala multimediale del Museo Castromediano. Ringrazio gli amici de L’Impaziente che hanno organizzato l’evento e vi aspetto domani.
Categoria: Convegni. Inviato: Domenica, 25 Maggio, 2008.
Saluto i lettori e mi scuso per la lunga latitanza, questa volta dovuta a gravi problemi famigliari (mia figlia Ambra ha contratto la varicella all’ottavo mese di gravidanza ed è finita in rianimazione a causa di serie complicazioni polmonari; per fortuna ora è fuori pericolo e io, ormai nonno, posso rimettere mano alle mie faccende). Ricomincio a postare con un annuncio: mercoledì prossimo (ore 17.30), alla Fondazione Basso di Roma (via della Dogana Vecchia 5) presento il mio nuovo libro, Cybersoviet. Utopie postdemocratiche e buovi media, di cui potete leggere l‘Introduzione che ho pubblicato nei “Materiali” del blog. A discuterne con me saranno Stefano Rodotà, Gianni Alfonso e Arturo Di Corinto (L’immagine qui sopra - scovata da un amico di Paz Lab, che ringrazio - è volutamente ironica, come può ben immaginare chi avesse già letto l’Introduzione o tutto il libro).
Categoria: Politica. Inviato: Sabato, 3 Maggio, 2008.
Ieri un giornalista di Libero mi ha intervistato sul caso dei redditi messi on line dall’Agenzia delle entrate. Non mi pare che il pezzo sia ancora uscito, in ogni caso anticipo l’essenza di quanto ho detto. L’intervistatore cercava di farmi ammettere che ormai qualsiasi pretesa di difendere la privacy appare spuntata di fronte alla tecnologia (a poco è servito lo stop del Garante, visto che in un battibaleno i dati erano stati scaricati, copiati e messi in circolazione sulle reti p2p dove nessuno riuscirà più a controllarli). Dopo avere obiettato che la “rapidità” della tecnica non è mai un buon argomento per negare la necessità di tutelare principi che si ritengono irrinunciabili (il fatto che, grazie a Internet, le imprese riescano ad aggirare i divieti di svolgere indagini sulle opinioni politiche o le affiliazioni sindacali dei dipendenti non è una ragione sufficiente per abolire lo Statuto dei lavoratori), ho tentato di spostare il discorso sulla specificità del caso in questione e sul suo significato politico. Come in molti hanno già fatto osservare (vedi, fra gli altri, gli articoli di Pier Luigi Tolardo su Zeus News , l’argomento secondo cui la pubblicazione offrirebbe strumenti alla mafia per progettare sequestri e ricatti è assolutamente ridicolo: si tratta di dati già pubblicamente accessibili e la mafia non ha certo bisogno di ricorrere all’Agenzia delle entrate per ottenere le informazioni che le servono. L’urlo di dolore che si è improvvisamente levato da parte di manager, imprenditori e professionisiti che se ne sono sempre ampiamente impipati della privacy nasce dalla rabbia di vedere evidenziato in quale misura si stia aprendo la forbice dei redditi fra “gente comune” e strati sociali privilegiati. Quanto alla rabbia di Grillo è sintomatica: finché è lui a mettere alla gogna la “casta” va tutto bene, quando si scopre che anche lui è parte integrante della casta (il rapporto fra potere e reddito non è affatto un tema “superato”, cari signori) che sputtana quotidianamente si diverte un po’ meno. Ma il problema non è Grillo, sono i suoi fan: leggere per credere i commenti al suo post sul caso: pochi si incazzano e rilevano le evidenti incongruenze del proprio idolo, la maggior parte non si limita a difenderlo a spada tratta - e a coprire di insulti i reprobi che si permettono di metterne in dubbio il verbo -, ma ne celebra la ricchezza in quanto segno di grazia divina, con lo stesso linguaggio con cui i fan di Berlusconi esaltano lo “psiconano” (è ricco perché è buono, furbo, bello, geniale, ecc). Insomma i populisti non sono idioti o intelligenti in base all’oggetto d’amore che scelgono, sono idioti e basta.
Categoria: Libri. Inviato: Martedì, 15 Aprile, 2008.
Il titolo del mio nuovo libro (Cybersoviet. Utopie postdemocratiche e nuovi media”) rischia di suonare ancora più provocatorio di quando è stato concepito, dopo l’esito elettorale di ieri, che ha visto la sinistra radicale sparire dalle istituzioni rappresentative della nostra repubblica. Meglio così: alla sfida al senso comune liberal-liberista (se possibile ancora più dilagante nell’era di Veltrusconi), si aggiunge la sfida a una cultura di sinistra incapace tanto di rinnovarsi quanto di onorare la propria vocazione storica. Il libro, che completa una sorta di triologia iniziata con “Incantati dalla Rete” e proseguita con “Mercanti di futuro” (dedicati, rispettivamente, all’antropologia di Internet e alla Net Economy), abbozza una teoria delle trasformazioni dello spazio pubblico indotte dai nuovi media e delle loro conseguenze politiche, concentrando l’attenzione in primo luogo sulle analogie fra forme storiche della democrazia diretta ed esperimenti di partecipazione democratica attraverso la Rete (quelli che chiamo appunto cybersoviet). A pubblicarlo è l’editore Raffaello Cortina, che dovrebbe metterlo in distribuzione entro la fine di questa settimana. Chi voglia saperne di più può leggersi l’Introduzione che ho appena inserito nella sezione Materiali. Oppure, se si trovasse per caso a passare da Trieste venerdì prossimo, può venire alla presentazione prevista alle 16.00 presso la libreria James Joyce della Stazione, nell’ambito del FEST, la Fiera internazionale del Libro Scientifico di Trieste. Altrimenti resta sempre l’opzione di acquistare il libro…:-)
Categoria: Politica. Inviato: Mercoledì, 2 Aprile, 2008.
Sul numero odierno di “Punto Informatico” apprendo dell’iniziativa lanciata attraverso il portale “Libreremo.org” e sponsorizzata da alcuni centri sociali napoletani: in buona sostanza si tratta di una sorta di “banchetto” per la digitalizzazione/condivisione di testi fra studenti, una mossa provocatoria in favore del diritto allo studio (si sa quanto incide il costo dei libri nel ridimensionare l’esercizio effettivo di tale diritto) e contro la logica del copyright. E’ facile prevedere che la provocazione non tarderà a innescare interventi repressivi (del resto, si immagina, ampiamente previsti se non voluti dagli stessi organizzatori). Personalmente, mi riservo di discutere pubblicamente del senso politico della vicenda il prossimo 4 aprile, cogliendo l’occasione che mi è stata offerta di partecipare, assieme ai colleghi Stefano Cristante, Arturo Di Corinto ed Eugenio Iorio, al dibattito sul tema “Per un Welfare della conoscenza e dell’innovazione”, che vedrà protagonista
l’On. Pietro Folena (candidato per la Sinistra Arcobaleno) e si terrà al Museo Castromediano di Lecce (ore 17.30).

