30 Giugno, 2008

837

Archiviato in: Scritti vari — Stefano @ 10:29 pm

Mi sono ripromesso almeno due post al mese, in attesa di capire cosa ho voglia di continuare a scrivere qua dentro. Ma l’unica cosa che esce senza sforzo dalle dita è una specie di biografismo di secondo livello. Vediamo se riesco a spiegarmi. Vorrei scrivere di cosa significa comprare casa rinunciando agli ultimi venti anni di affitti, nomadismi, randagismi, sradicamenti. In realtà vorrei scrivere di cosa vuol dire, anche dalla posizione di privilegio di uno che sta godendo del favore della propria famiglia, di quanti grattacapi e piccole preoccupazioni diano fatti apparentemente marginalissimi come una tinteggiatura o uno sgrattamento di porte; quanto ci si senta messi in discussione da una semplice contrattazione, da un un acquisto di luci e lampade, dal preventivo di una ditta di trasporti. Vorrei scrivere di come questo metta in moto tutto un mondo di persone amate e di come, anche in questo, ci si possa sentire inadeguati e insieme felici del loro attaccamento, desiderosi di ricambiare, quasi malinconici per l’impossibilità di farlo nell’immediato. Insomma, vorrei scrivere della vita reale nella sua nudità e nel suo abbagliante e semplice essere, cui comparteciperebbe la scrittura, quasi come un’amabile gatta di casa.
Già, ma di quale casa?
E poi però: è la gatta il soggetto, e la casa la scenografia. E lo sai.
Lo sai. Però non sai ancora scriverlo. Almeno non oggi.
Verrà un altro tempo. Verrà quel tempo. Verrà.

24 Giugno, 2008

838

Archiviato in: Scritti vari — Stefano @ 8:38 am

Prima scrivo, poi capirò in che numero mi sono collocato. Scrivo fuori dal blog, in un file vergine di Open Office. Credo di essermi cacciato in un piccolo problema di scrittura telematica: l’eliminazione dei commenti, operata per colpa del gigantesco volume di spam che arriva a ogni minuto nei pertugi del sito, allontana la pratica di un controllo quotidiano del blog. E questo comporta una mia stessa frequentazione assai scarsa. Ma c’è dell’altro: la consapevolezza di voler esporre il mio progetto di blog (mille pensieri, il più possibile diversi uno dall’altro) attraverso un medium che è essenzialmente di breve comunicazione interattiva mi dota di piccoli sensi di colpa, come se volessi usare in maniera aristocratica uno strumento democratico. Ne risente la stessa voglia di scrivere in questa modalità, perché da un lato mi rendo conto che la minor frequentazione dei commenti mi inibisce di fronte al racconto biografico, come se avessi assunto un paradossale timore del disvelamento di privacy di fronte alla pura osservazione degli altri (senza possibilità di lasciar traccia, se non scrivendomi privatamente). Dall’altro non mi dispiacerebbe trovare un modo di scrivere che fosse di breve riflessione sul mondo senza eccessive personalizzazioni, ma mi rendo conto che non è facile, e che non sempre il pensiero ha voglia di farsi scrivere. Per questo scrivo di meno. Ma chissà, magari tra un po’ cambio idea.