30 Gennaio, 2008

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Archiviato in: Scritti vari — Stefano @ 8:20 pm

Politica e yoga

Raramente mi sono sentito confuso sulle cose politiche come in questi giorni. (continua…)

17 Gennaio, 2008

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Archiviato in: Scritti vari — Stefano @ 6:54 pm

La vita di questi tempi non ci consente di frequente di evadere dalla scrittura attraverso macchine. Ogni dispositivo di comunicazione ci rimanda alla mediazione del computer, e, perlomeno la mia generazione, da qualche anno ha cominciato ad affiancare alla scrittura di cose ufficiali tramite computer anche scritture più personali, persino lettere.  Da quando poi è sopraggiunta l’email, per molti la penna è diventata un optional.

Alla penna restano le zone rapide della vita quotidiana, i bigliettini, le compilazioni di moduli, oppure le firme, o anche le molto popolari parole crociate.

Eppure c’è un altro momento, per chi scrive di professione o quasi, in cui la penna riacquista valore: è quando, al principio di un lavoro, si fissano le idee, si prendono appunti, si buttano giù le frasi senza un ordine certo. E’ in questo caso che la digitazione, che sembra fondata sulla nostra abilità di entrare in un mondo di segni già definiti e uguali per tutti, viene sostituita dal ricordo di una mano e di una penna, cioè della costruzione fisica della scrittura. E’ in questo caso che i propri caratteri sgangherati prendono nella nostra mente la forma di una realizzazione in sè, come per un intagliatore il proprio incidere nel legno. In questa piccola fatica di ritornare al corpo non vi è nulla di romantico o di sdolcinato. E’ una ripresa di possesso momentaneo della scintilla della creatività che si esprime, innanzitutto, in una forma espressiva di cui imbeviamo le lettere e le virgole, le maiuscole e gli interrogativi. Ci dicono qualcosa di noi, entrano nell’indagine sul nostro stato, dialogano con la nostra psicologia.

Per questo molti di noi adorano i taccuini. Per sapere qualcosa di sè. Per essere al principio di un nuovo lavoro.