27 Giugno, 2006

976

Archiviato in: Scritti vari — Stefano @ 6:49 pm

“Indiscutibilmente, sono lento”. Sono parole sue, di Angelo Stano. In questa laconica ammissione c’è già una dichiarazione di stile: Stano non è e non sarà mai un autore inflazionato, perché procede in modo composto e profondo. Ha bisogno di tempo, e la lentezza è nel suo caso sinonimo di immersione. Si è immerso molto giovane nello stile dei suoi preferiti (Pratt prima degli altri), si è immerso nel fumetto industriale di massa degli anni ’70, si è immerso nell’avventura di Dylan Dog, diventando l’addetto al portale della testata, cioè l’autore delle copertine.

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21 Giugno, 2006

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Archiviato in: Scritti vari — Stefano @ 11:42 pm

Temperature primaverili spazzate via da un vento di tramontana inatteso. Si sa di marzo: che è pazzo. Sballottato dalle raffiche sull’eroico motorino, guadagno una via elegante di Prati e infilo casa ***. Appuntamento con l’Artista (e l’agente, e la moglie), cui gli assessorati coinvolti nella Biennale del Mediterraneo intendono sollecitare una collaborazione nella manifestazione.

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978

Archiviato in: Scritti vari — Stefano @ 11:36 pm

Le mie discontinue relazioni con la stampa quotidiana proseguono, assai frastagliate. Il fondo il giornalismo è stato il mio primo vero mestiere, i miei primi soldi sono entrati grazie alla classica tastiera di una Olivetti; soprattutto mi ricordo la fase dei negoziati con i capiredattori. Sono sempre stato un free lance, poche volte ho avuto il privilegio di sentirmi chiedere un pezzo, molto più spesso le proposte venivano da me.

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19 Giugno, 2006

979

Archiviato in: Scritti vari — Stefano @ 12:09 am

Roma, 18 giugno 2002

Mi infliggo un piccolo sfogo masochistico: guardo per la seconda volta i supplementari di Italia-Corea del Sud, che RaiUno ritrasmette nell’area “tuttomondiali” che occupa quasi integralmente il palinsesto delle tv di stato italiane di questo giugno anomalo, meteorologicamente sui 40°. Sono in compagnia di tanti altri masochisti da teleschermo, credo, mentre il telecronista Bruno Pizzul lancia per la seconda volta i suoi strali contro l’arbitro ecuadoreno Byron Moreno, che sarà il super-criminale totale per qualche giorno, e poi verrà sepolto negli almanacchi del disprezzo: quando l’Italia esce dai mondiali di football (si dovrebbe dire “soccer”, ma l’equivoco è ormai mondiale) l’evento mediatico si salda con l’umore reale dei tifosi, moltitudini che coincidono con la maggioranza assoluta dei connazionali.

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18 Giugno, 2006

980

Archiviato in: Scritti vari — Stefano @ 11:46 pm

Non vorrei dirtelo, ma vedi, non posso tacere.

Ho sognato che ero il carnefice di un boia, e invece di ammazzarlo

cercavo di difenderlo a gran voce e di salvargli la vita.

Alla fine veniva chiamato un altro boia, e si rideva di me.

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6 Giugno, 2006

981

Archiviato in: Scritti vari — Stefano @ 1:26 pm

Il brand è il messaggio

Il vecchio McLuhan lo aveva detto all’inizio degli anni ’60 del secolo scorso, provocando un piccolo terremoto: “Il medium è il messaggio”. Voleva dire che bisognava smetterla con il luogo comune che spingeva a distinguere l’uso (buono o cattivo) dal mezzo di comunicazione (di per sé neutro). La tv non è buona o cattiva, dipende dall’uso che se ne fa. Macché – sosteneva McLuhan – la forma tecnologica assunta da un mezzo ne struttura l’uso, diventa protesi sensoriale, estendendo l’individuo. Il messaggio del medium è in prima istanza il mezzo stesso, la sua epifania sociale. Le questioni poste dall’esplosione del caso “Codice da Vinci” cambiano almeno in parte questa concettualizzazione. Per vari motivi. (continua…)

2 Giugno, 2006

982

Archiviato in: Scritti vari — Stefano @ 10:46 pm

Ipotesi sulla vita quotidiana dei Beatles

Sono fiori, lungo la riva rumoreggiante del mare.

Arriva George. Depone l’asse da surf, la getta anzi con un gesto breve sulla sabbia dorata, guarda in faccia Paul e dice: “La tua ultima canzone fa schifo”.

Paul guarda prima lui e dopo Ringo. Poi dice: “E’ vero, fa schifo. Troppo dolce”.

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983

Archiviato in: Scritti vari — Stefano @ 10:08 pm

ISOFROMATEM

Una mattina, Gormsa Sgrea, scarafaggio comune, si svegliò   trasformato in un uomo.

Aveva udito dei rumori molto forti, e si era svegliato.

Girò   la testa a lungo, sperando di capacitarsi. Ma il movimento gli riusciva stranamente difficile, e persino lo sguardo gli dava impressioni visive inedite.

C’era decisamente qualcosa anche nel cervello, che Sgrea per la prima volta percepì come esistente.

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984

Archiviato in: Scritti vari — Stefano @ 10:00 pm

Libero dai rancori, ho preso il coraggio a due mani e, senza troppi convenevoli, ho letto dei versi a mia madre.   

Mentre leggevo non la guardavo, ma sentivo il suo sguardo azzurrissimo scrutarmi, insieme intimorito e scettico.

“Ti è piaciuto? Cosa ne pensi?”.

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