Mi rivolsi allora alla scrittura per cercare sollievo. Eppure si trattava ancora e sempre di parole. Ma il suono delle parole nella scrittura è un’esperienza solo mentale e privata, dove l’organo dell’immaginazione trasforma le parole in suono e il suono in cose, strade, persone e infine in sentimenti, che a loro volta traducono le cose in suoni, e i suoni in un silenzioso ticchettio di tastiera.
Mentre la mente scrive, il corpo garantisce i suoni.
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Ciao Gloria, benvenuta in questo mondo. Tu sei la figlia di Angela, cioè di una voce, e di Michele, cioè di una forma di energia. Tuo padre in questo mondo c’è in un modo diverso dal nostro. Lui c’è sempre perché noi lo pensiamo, e ogni giorno tanti di noi avvertono la sua presenza, gli sorridono, gli parlano. Io spero che tu abbia la voce di tua madre e l’attivismo di tuo padre. Entrambi ci sono cari, anche se alcuni hanno conosciuto più lui di lei, ed io tra loro. Penso che quando mai ti fosse recapitata questa breve lettera sarai nell’età in cui la nostalgia sarà un sentimento misterioso, persino stucchevole. Perciò parlo a una ragazza che immagino ostinata e intelligente. Non ci sono tanti fronzoli. Tuo padre è un tipetto che ne ha combinate diverse, e quasi tutte buone. Un tipo con il pizzetto e i capelli neri tagliati cortissimi. All’orecchio un orecchino. L’espressione spesso ironica, interrotta da sprazzi di sincerità e disarmante timidezza. Un ragazzo speciale, che si sudava le cose e si spendeva per gli altri. Tuo padre è un costruttore di reti, e la sua mancanza la sentiamo per molte relazioni che non ci sono più, perché solo lui sapeva comunicare in modo costante, spingendo a discutere e prendere decisioni radicali, ma condivise. Tuo padre ha scritto cose interessanti e importanti, e ha saputo confrontarsi con un lavoro che necessita approfondimento.Ma soprattutto amiamo di lui il suo interesse per gli altri, e anche la sofferta contentezza che lo attraversa. Mentre si tocca il pizzetto e sorride, è l’amico che si può anche vedere di tanto in tanto, perché la condivisione è comunque garantita. Ma più di tutto amiamo la sua sensibilità romantica, che lo faceva balbettare ricacciando indietro le lacrime al momento di dedicare a tua madre una rapida frase prima di dire sì alle nozze.
Vabbé, basta. Ti stai irritando e lo capisco. Dai un bacio a quell’angela di tua madre, e comportati bene. Baci, prof
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Perché ciascuno di noi scrittori, nel centro della propria anima, sa che la buona musica è sempre superiore alla buona letteratura? Perché l’ottimo lettarario può solo aspirare a un fine: diventare musica. Perché l’ottima musica può solo aspirare al sublime, ed esso all’Ente.
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Gli architetti, anche i più grandi, sono essenzialmente strutturalisti forzati.
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Avrei una bella sfilza di cose su cui poter scrivere: il viaggio in Spagna con Carlo Formenti (Siviglia e Barcellona) per parlare di comunicazione politica all’università . Il secondo viaggio dentro il primo quando a Barcellona mi ha raggiunto mia figlia.
Oppure la riscoperta dell’antico tifo interista, abbandonato quando andai a vivere a Roma e forse rinato nelle ultime battute della champion grazie a Mourinho.
Oppure della manovra finanziaria del governo Berlusconi, che Vendola ha già definito di “macelleria sociale”.
Oppure, e soprattutto, di sentimenti complicati, innocenti, difficili.
Invece me ne sto qua a fissare il mio blog, finalmente tornato in funzione dopo un bug di qualche settimana.
Potrei scrivere, ma non ancora.
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Ho appena inserito tre post con azione meccanica, per compiere gesti che mi allontanassero dal dolore. In molti abbiamo perso amici prematuramente. Ma il dolore è sempre nuovo. Una persona a me molto cara, Michele Frascaro, 36 anni, è morta quest’oggi. La sua giovane moglie è in attesa di un figlio. Michele ha agito molto, nella sua giovane vita. Ha militato in Rifondazione per molte stagioni, ha scritto articoli belli e documentati nel suo giornale, l’Impaziente, una rivista importante per la storia della sua terra, per il Salento. Ha creato una cooperativa di giovani operatori culturali, è stato in mezzo alle lotte più significative degli ultimi anni, dalla chiusura del Cpt di San Foca alla vertenza dell’Adelchi di Tricase. Per gli operai era diventato un punto di riferimento, e così anche per molti ragazzi della provincia di Lecce interessati al giornalismo d’inchiesta e a nuove pratiche culturali.
Ma questo cercare di costruire una biografia partecipata non lenisce affatto il dolore. Perché adesso non è tempo di riannodare i fili di una persona amata, non è tempo di elaborare il lutto. E’ solo il tempo dell’incredulità, dello sgomento, di una forma impotente di rabbia indirizzata verso il nulla. Non si può scrivere. Non si può dire.
Il solo pensiero che oggi sia stato il primo giorno di primavera suona bestemmia.
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(ultimo ritratto: dulcis in fundo Nichi Vendola)
DE TE FABULA NARRATUR
Si può negare tutto nella politica dei nostri giorni: ma non la tecnica verbale di Nichi Vendola. L’indiscutibile talento di Vendola è stato d’altronde testato migliaia di volte, nel corso degli anni, attraverso assemblee, dibattiti, tavole rotonde e comizi. Media antichi, e tutti basati sull’esercizio dell’oralità, la più “comunitaria” tra le forme espressive. Si capisce perciò come il giovane dirigente comunista con l’orecchino – già evidentemente dotato sul piano oratorio – sia oggi diventato un autentico professionista dell’uso pubblico della parola, di certo tra i migliori in Italia. (continua…)
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(terza puntata: ritratto di Rocco Palese, candidato del centrodestra alle regionali pugliesi 2010)
IL PALESE REALE
Liberiamoci subito del folklore e affrontiamo la leggenda del “signor Cioè”. Vero o falso? Vero. Solo per fare un esempio Rocco Palese ha inanellato 19 cioè alla prima risposta alle domande dei giornalisti del Quotidiano. Ma non si tratta del “cioè” giovanilistico che caratterizza certi fraseggi contemporanei: il cioè di Palese non è un indice di confusione o di attesa argomentativa. E’ piuttosto un intercalare, magari fastidioso a certe orecchie, che non rallenta il ragionamento e a cui l’ascoltatore si abitua. (continua…)
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(seconda puntata del ritratto di candidato alle regionali pugliesi nel forum del Quotidiano di Lecce. Questa volta è di scena Rizzi di Alternativa Comunista)
PURI E DURI (hard core group)
Gli elettori pugliesi sono 3.410.387. I sondaggi di qualche giorno fa assegnavano al Partito di Alternativa Comunista lo 0.7% dei voti. Può sembrare poco, ma si tratta all’incirca di 23.000 voti potenziali, l’equivalente demografico di una cittadina di medie dimensioni. L’immagine di un paesotto popolato unicamente da temibili marxisti potrà forse impaurire qualche anziano anticomunista, ma anche se così fosse per gli stessi affiliati al Partito qui non si tratta di vincere le elezioni, quanto, come si diceva un tempo, di “fare propaganda”. (continua…)
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La solitudine dell’addetto
Spesso vi capita in questi giorni di passare davanti a grandi vetrine di negozi vuoti, da cui nascono facce giganti di candidati alle imminenti elezioni regionali. Si chiamano “comitati elettorali”.
Qualche volta avete avuto la curiosità di gettare uno sguardo all’interno di quei locali semi-vuoti, che sembrano in attesa di un qualche prodotto che potrebbe arrivare da un momento all’altro, ma che intanto non si vede. Forse avete notato una figuretta lontana, al di là del vetro, quasi sempre seduta a un tavolo con il giaccone addosso, perché fa freddo. Maneggia blocchetti di materiali propagandistici. Infatti quel desolato spazio è pagato, spesso fior di euro, dal candidato. Che però nel comitato non c’è mai. E’ in giro a cercare voti. E allora, a che cosa serve il comitato? A dire che il candidato c’è, e che ha delle risorse. Cioè che fa sul serio, al punto che paga per il posto e spesso per la persona che avete adocchiato dal vetro. L’addetto al comitato. Lui (o lei) non c’entra con questo sperpero di denaro. Fa il suo precarissimo lavoro a termine.
Fate una buona azione: entrate nel comitato e salutatelo. Ditegli una buona parola. Portategli una bevanda calda. Darete così un senso alla malinconica e solitaria giornata di un incolpevole ingranaggio della campagna elettorale. Adottate un addetto.
