8 Marzo, 2010
La solitudine dell’addetto
Spesso vi capita in questi giorni di passare davanti a grandi vetrine di negozi vuoti, da cui nascono facce giganti di candidati alle imminenti elezioni regionali. Si chiamano “comitati elettorali”.
Qualche volta avete avuto la curiosità di gettare uno sguardo all’interno di quei locali semi-vuoti, che sembrano in attesa di un qualche prodotto che potrebbe arrivare da un momento all’altro, ma che intanto non si vede. Forse avete notato una figuretta lontana, al di là del vetro, quasi sempre seduta a un tavolo con il giaccone addosso, perché fa freddo. Maneggia blocchetti di materiali propagandistici. Infatti quel desolato spazio è pagato, spesso fior di euro, dal candidato. Che però nel comitato non c’è mai. E’ in giro a cercare voti. E allora, a che cosa serve il comitato? A dire che il candidato c’è, e che ha delle risorse. Cioè che fa sul serio, al punto che paga per il posto e spesso per la persona che avete adocchiato dal vetro. L’addetto al comitato. Lui (o lei) non c’entra con questo sperpero di denaro. Fa il suo precarissimo lavoro a termine.
Fate una buona azione: entrate nel comitato e salutatelo. Ditegli una buona parola. Portategli una bevanda calda. Darete così un senso alla malinconica e solitaria giornata di un incolpevole ingranaggio della campagna elettorale. Adottate un addetto.
Il Quotidiano di Lecce mi ha invitato ad essere presente ai forum con i candidati alla Presidenza della Regione Puglia. Il primo dei 4 forum è stato avolto con Adriana Poli Bortone (Io Sud con appoggio Udc). Questo il pezzo uscito dopo il dibattito.
La signora senza età
L’eloquio pianeggiante di Adriana Poli Bortone non deve trarre in inganno: il suo tono pacato e l’accurato aggiramento di metafore roboanti servono a mettere l’interlocutore in posizione rilassata, mentre la signora della politica pugliese procede come un una trivella nel suo discorso. (continua…)
18 Gennaio, 2010
Questa cosa l’ho scritta quattro-cinque giorni prima che il Pd pugliese decidesse di accettare le primarie in Puglia (Boccia-Vendola).
Leggendo l’articolo capirete quanto io possa sentirmi soddisfatto.
In primo luogo: il Pd ha eletto il proprio segretario nazionale con le primarie. Ha inoltre eletto con lo stesso sistema il segretario regionale. Che cosa consente questo discusso sistema? Qualcosa che negli altri partiti non ha modo di manifestarsi, cioè una forte partecipazione non solo dei dirigenti e dei militanti, ma anche dei simpatizzanti e dei semplici elettori di quel partito. Che cosa si guadagna con le primarie? Si incassa sostanzialmente un consenso numerico su un nome, che in politica rappresenta una linea politica specifica, diversa da quella espressa dagli altri candidati. In questo modo il processo democratico si allarga e coinvolge moltitudini prima inerti. Inoltre, con le primarie la linea vincente si rafforza, perché si basa su un consenso fondato su un atto volontario e meditato da parte di moltissimi cittadini. In qualche modo, il Pd ha inventato, attraverso le primarie, un sistema per rinnovare la politica, facendo della partecipazione un bene comune e un valore aggiunto. Che, in alcune situazioni, si è esteso fino alle primarie di coalizione. (continua…)
31 Dicembre, 2009
Natale e dintorni
Odio i botti
detesto il pandoro e il panettone
sono indifferente allo champagne
non ho mai saputo che farmene degli auguri.
Le mie feste sono un’epoca di puro letargo.
25 Dicembre, 2009
Galileo
Scivolando su un piano inclinato
non c’è modo di pensare al mondo.
Ma può darsi che il mondo
intervenga sulla tua discesa.
Gli arabeschi del mondo
avvolgono inattesi
i piani inclinati delle tue tante vite.
Sugli anni ‘80
Intanto: una decade senza Internet, senza Facebook, senza blog. Ma soprattutto senza cellulare. Come si poteva vivere nei modernissimi anni ‘80? Cioè: come si faceva a spacciare quel decennio come più moderno di quelli precedenti (o direttamente post-moderno) se le condizioni comunicative – quelle che maggiormente diventano metafora della modernità – erano ancora quelle del dopoguerra? (continua…)
28 Novembre, 2009
A questo serve un angelo
L’angelo si addormenta
su nuvole inquiete.
Come fa?
Non sarebbe più comodo
cercare il riposo
su una cosa più ferma e più morbida?
Non è il cielo tanto vasto
da offrire di meglio
che grigi nembi pieni di tensione?
Non sente l’angelo
le inaudite scariche elettriche
del cuore crespo delle nubi?
Forse dimentichi
che a questo serve un angelo.
A prendersi cura
di nuvole inquiete.
25 Novembre, 2009
Musiche
Almeno io scrivo – penso –
ma forse mi sbaglio
sto solo battendo dei tasti senza costrutto
cercando il fabbro dentro il poeta – penso –
l’operaio nello scrittore
tanto per sforzare ciò che resta del corpo
forza lavoro estetica
imbrigliata nell’assenza di un contatto
incapace di dire alla luna
cose mai dette prima
e farfugliare suoni rubati qua e là
dove prende forma la noia
di un alfabeto spezzato.
Il silenzio, allora, il silenzio – penso –
pur sapendo – sento –
il silenzio impossibile.
23 Novembre, 2009
Poesia in forma di Twitter (1- SOSPESO)
Scrivo al computer al buio
sorretto da una fioca candela.
Se fotografato
risulterei sospeso tra due ere.
16 Ottobre, 2009
Su uno spot quasi femminista e quasi patriottico
Intanto: da un punto di vista pubblicitario lo spot di Calzedonia funziona eccome. Non tanto a vendere più calze (che di questo alla fin fine si dovrebbe trattare), quanto a vendere un marchio. Perché ormai da parecchi anni con la pubblicità non si reclamizza più un prodotto, ma uno stile, un modo di essere, un modo di vivere. A cui i consumatori assoceranno appunto un marchio e poi (eventualmente) un prodotto. Il fatto che di uno spot si discuta, e anzi in maniera piuttosto arroventata, è già indicativo della tenuta di un marchio nella marea di filmati pubblicitari che ci passano sotto gli occhi ogni giorno della nostra vita. Ma entriamo nel merito. (continua…)